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Corruzione al Comune di Potenza, “Perché funzionario comunale e assessore indagati restano al loro posto?”

Il consigliere comunale Vigilante, interpella il sindaco di Potenza sulla recente inchiesta della magistratura

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Dobbiamo denunciare il silenzio dell’Ente Comunale su una questione gravissima, probabilmente effetto di un micidiale imbarazzo che impedisce al sindaco De Luca e i suoi assessori finanche di parlarne.

Alcuni giorni fa, al Comune di Potenza è successa una cosuccia da niente: un’indagine della magistratura per truffa aggravata ai danni di ente pubblico, turbativa d’asta, corruzione, falso in atto pubblico e bancarotta fraudolenta. Un sistema criminoso tra politici, funzionari comunali e imprenditori amici del PD (un partito a caso…), grazie al quale, con la scusa degli appalti su trasporti e pulizie, veniva rubato – questo dicono i magistrati – il denaro dei Potentini. Appalti della passata gestione Santarsiero, ma tra gli indagati figura anche un assessore di fiducia del sindaco e un influente funzionario comunale.

Ora, la cosa più grave non è che il comune della gestione Santarsiero fosse un ricettacolo di interessi privati a scapito del bene pubblico. La cosa più grave è che il comune sia ancora oggi, di fatto, il “porto sicuro” dove certi personaggi possono manovrare indisturbati.

Dunque abbiamo due domande per il sindaco De Luca, che certamente sarà ansioso di difendere la sua (per la verità, oramai ridotta al lumicino), credibilità politica:

Perché non è stato sospeso cautelativamente dal servizio, ma solo cambiato di stanza, il funzionario Mario Giugliano (attualmente agli arresti), il cui ufficio, già un anno fa, venne perquisito dai Carabinieri? I poteri di sindaco consentivano un’ampia rosa di possibilità, disciplinari e organizzative, ma si è scelto di fare, come al solito, orecchie da mercante.

Come mai adesso non viene rimosso l’assessore Celi, indagato nell’ambito di questa indagine, dove il comune è – peraltro – addirittura parte lesa? Dopo aver rimosso l’assessore De Francesco per aver denunciato la corruzione nel suo assessorato (il che venne considerato “poco istituzionale”), siamo certi che il nostro sindaco non ci farà attendere un suo cenno.

Per un sindaco che non si accorge di quello che accade intorno a lui, e per un Comune che deve aspettare la magistratura per vedere realizzate le promesse elettorali, è il minimo.

Antonio Vigilante, consigliere comunale Lista Civica per la Città, Potenza

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