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Le ‘palle’ eoliche di Francesco Pietrantuono

L’assessore all’ambiente della Basilicata fabbrica specchietti per le allodole

L’assessore regionale all’ambiente ci fa sapere che in Basilicata sarà introdotto il libretto di sicurezza nel campo della produzione delle energie rinnovabili. Ed è contento, l’assessore, perché è convinto che sia un successo. “Con il libretto di sicurezza saranno assicurati i controlli e garantita, in particolare per le pale eoliche, maggiore sicurezza con meno rischi per i cittadini e l’ambiente”. Questa roba che l’assessore chiama “Libretto”, è stata definita già nel 2009 con diverse leggi e decreti fino al 2012. Si tratta di disposizioni normative che riguardano un campo vasto di controlli e di certificazioni. Dalle procedure per l’identificazione degli impianti alle variazioni degli impianti, dalle certificazioni dei materiali alle garanzie di origine fino ai controlli e verifiche sulla sostituzione di parti degli impianti e così via.

Da allora ad oggi la Basilicata è stata letteralmente invasa da impianti e parchi eolici che hanno saccheggiato la bellezza dei paesaggi, calpestato i diritti dei cittadini, distrutto aree archeologiche. Grazie a una normativa regionale che ha consentito a speculatori di ogni specie e a compiacenti funzionari e dipendenti della pubblica amministrazione, di fare il bello e cattivo tempo.

Da allora ad oggi, la Basilicata registra un surplus di produzione energetica da eolico che non giustifica tutte le autorizzazioni rilasciate nel frattempo. La Basilicata ha superato abbondantemente l’obiettivo stabilito dal D.M Sviluppo del 15 marzo 2012, il cosiddetto “Burden sharing”.

Perciò viene da chiedersi che senso abbia oggi proporre il libretto di sicurezza? Da chi ci deve proteggere per garantire cosa? Si immagina forse che la lunga cavalcata degli speculatori non sia ancora finita? Si prevedono altre autorizzazioni e a quale scopo? Oppure il libretto sicurezza avrà effetti retroattivi? Figuriamoci.

Nel frattempo abbiamo assistito a torri eoliche di seconda e terza mano, obsolete, con pale spezzate e schizzate sul terreno come proiettili. Abbiamo assistito ad episodi di pale incendiate, torri montate e poi smontate. Altro che sicurezza e garanzie per i cittadini i quali, singolarmente o associati, hanno perso la voce a furia di gridare e denunciare lo scempio che avveniva e avviene alla luce del sole nel silenzio di chi oggi propone il “libretto”.

Insomma, quel libretto di cui parla l’assessore ha tutta l’aria di essere uno zuccherino per gli elettori. Pietrantuono si comporta come chi, dopo che il terreno è stato desertificato e reso infertile, vuole regolamentare le pratiche di coltivazione. Caro assessore le allodole sono scomparse è inutile fabbricare specchietti.