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Poteri forti. Chi sono i loro veri alleati?

La verità è che non si può essere ignoranti e allo stesso tempo liberi

Ci sono due categorie di imbecilli. Quelli che fanno finta di non capire e quelli che non capiscono. La prima categoria è fatta di quella gente che per interesse o per ragioni ideologiche reagisce stupidamente alla critica e tiene alla larga i dubbi. Per l’imbecille il dubbio è come il mal di denti, non lo sopporta e cerca in ogni modo di attenuarlo con i metodi della nonna. Sciacquo di grappa o grani di sale. Ma dal dentista proprio non ci vuole andare. Per l’imbecille il dubbio è come il crocifisso per il demonio nelle pratiche di esorcismo. Vade retro dubbio maligno. L’imbecille è un fanatico e il suo fanatismo è il nemico numero uno della libertà di pensiero.

Alla seconda categoria appartiene quella gente che non sa che esiste il dubbio e non conosce il concetto di critica. Quella gente che non capisce e non fa il minimo sforzo per capire. Questi imbecilli vivono meglio: non sanno, non vedono, non sentono. Ricorrono ogni giorno al pappagallismo come pratica di espressione del pensiero che non hanno. Sono quelli che se gli fai una domanda ti rispondono con un’altra domanda fuori luogo. Sono quelli che se gli chiedi perché due più due fa quattro ti rispondono candidamente: “Oggi è previsto caldo”. Quelli che “i migranti in albergo e i terremotati nelle tende”. Quelli che “abbiamo abolito i vitalizi”. Quelli che “Juncker è un ubriacone”. Quelli che “Auschwitz è una marca di birra”. Insomma, pretendono il diritto di parlare, ma fuggono dal dovere di pensare.

Gli imbecilli che non capiscono spesso diventano “ignoranti attivi”. Esprimono il loro parere su argomenti che non conoscono. E di fronte all’inconsistenza e alla confusione delle loro argomentazioni reagiscono addossando la colpa agli altri che “non mi capiscono”. L’ignorante attivo è un imbecille presuntuoso. Un testardo insicuro che quando si incarta nelle proprie convinzioni prova ad uscirne con un metodo semplice: l’insulto. L’imbecille ignorante attivo è facilmente manipolabile, strumento del potente di turno che lo strapazza a piacimento con autorevoli prese per i fondelli, senza che lui, l’imbecille, se ne renda conto. E siccome non sa imparare si improvvisa insegnante di ogni disciplina. Dalla politica all’economia, dalla scienza all’astronomia. E siccome non legge libri né giornali, dispensa consigli e ordini a scrittori e giornalisti.

In questo esercito di imbecilli, quelli che fanno finta di non capire hanno il potere e quelli che non capiscono lo subiscono felicemente senza accorgersene.

I veri alleati dei poteri forti sono la paura e l’ignoranza. Come sempre nella Storia. Perché la verità è che non si può essere ignoranti e allo stesso tempo liberi.

Che dire? Non disperiamo. In fondo l’ignoranza può essere curata se il malato collabora.