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Industria culturale, la Basilicata di Matera 2019 peggio solo della Calabria

Rospi (M5S) commenta il rapporto "Io sono cultura" 2018

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La cultura è in Italia uno dei motori trainanti dell’economia, ed in tal senso non si ha nulla da invidiare a livello internazionale. L’economia legata all’industria creativa e culturale, fatta da privati, PA e no profit, genera più di 92 miliardi di euro; inoltre, attiva altri settori dell’economia, arrivando a muovere, nell’insieme, più di 250 miliardi, equivalenti al 16,6% del valore aggiunto nazionale. Una ricchezza che si riflette in positivo anche sull’occupazione: il solo Sistema Produttivo Culturale e Creativo dà lavoro a 1,5 milioni di persone, che rappresentano il 6,1% del totale degli occupati in Italia.

Nel suo complesso, il settore produttivo culturale e creativo ha segno più: nel 2017 ha prodotto un valore aggiunto del 2,0%, mentre gli occupati sono 1.520.000, con una crescita dell’1,6%, superiore a quella complessiva dell’economia (+1,1%). È quanto emerge dal Rapporto 2018 “Io sono cultura – l’Italia della qualità e della bellezza sfida la crisi”, elaborato da Fondazione Symbola e Unioncamere. I numeri dimostrano, senza ombra di dubbio, che la cultura è uno dei motori della nostra economia e della ripresa: la Commissione Europea ha dedicato l’anno 2018 proprio al patrimonio culturale, destinando risorse extra a vantaggio di progetti legati alla sua conservazione e promozione per più di 6 miliardi di euro, e ha previsto un budget per Europa Creativa (2021-2027) per 1 miliardo e 850 milioni di euro.

Nell’anno dedicato alla Capitale Europea della Cultura 2019, che tocca all’Italia e, ben noto, a Matera, quanto di questa ricchezza saranno in grado di attrarre la Città dei Sassi e il territorio lucano. Quanto la Regione ha investito nell’attivare processi di sviluppo per il settore culturale e creativo? Quante opportunità hanno avuto le piccole e medie imprese lucane, gli artigiani e i professionisti?

La risposta è nei dati del rapporto “Io sono cultura” del 2018: la Basilicata risulta la penultima regione italiana per valore aggiunto sull’economia e occupazione del sistema produttivo culturale e creativo, peggio solo la Calabria. Se guardiamo poi la classifica delle prime venti province per valore aggiunto e occupazione, del Mezzogiorno figurano solo Cagliari (17° posto) e Palermo (20° posto), mentre compaiono le “piccole” Siena e Macerata.

Cultura e creatività devono essere le parole chiave in tutti i settori produttivi di un’Italia che deve fare l’Italia. La bellezza e la cultura sono tra i nostri punti di forza, tanto che, secondo un’indagine della rivista US News e dell’Università della Pennsylvania, siamo addirittura il primo Paese al mondo per la influenza culturale. Tra l’altro anche il Ministro Bonisoli, in uno degli ultimi sui interventi pubblici, ha dichiarato che “L’industria culturale e creativa è destinata a divenire una delle protagoniste dell’economia del XXI secolo e, in questo, l’Italia ha un vantaggio competitivo dovuto al suo straordinario patrimonio storico, artistico, archeologico di cui dobbiamo avvalerci a pieno”.

Ed investire in impresa creativa significa anche intercettare 30,9 miliardi di euro di spesa turistica, pari al 38,1% della spesa turistica italiana.

Se guardiamo alle regioni limitrofe, la Puglia, tramite il Distretto Produttivo Puglia Creativa (DPPC), ha elaborato il Piano di Sviluppo 2016-2019, in linea con la strategia Europa 2020, per la crescita intelligente, sostenibile ed inclusiva del territorio, che prevede un investimento complessivo di 203 milioni di euro.

Nel piano di sviluppo, all’eccezionale occasione costituita da Matera Capitale Europea della Cultura 2019, è dedicata anche una azione, la n. 5 (“Puglia approdo verso Matera Capitale Europea della Cultura 2019), che punta a proporre un programma culturale regionale straordinario da affiancare a quello di Matera 2019.

Intanto la Basilicata e Matera arrancano, cercano di inseguire l’innovazione, al contrario di altre realtà che l’anticipano.

Diceva Adriano Olivetti “Il termine utopia è la maniera più comoda di liquidare ciò che non si ha voglia o coraggio di fare”. È necessario un cambio di passo, come sta avvenendo a livello nazionale, è arrivato il momento di “far uscire le nostre utopie dai cassetti”.

Gianluca Rospi, deputato M5S

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