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Scambio di consulenze tra Arpab e Aziende sanitarie lucane, “un sistema malato”

Rosa (FdI): "Convenzioni che non avrebbero ragione di esistere se non per alimentare il reciproco scambio di favori"

Un ‘Sistema’ malato non può che generare dei ‘mostri’. Possiamo sintetizzare così la strana commistione tra Arpab e Aziende Sanitarie lucane, nell’ordine: Asm, Asp e Irccs-Crob, che ha generato un lungo scambio di consulenze e convenzioni. Convenzioni che non avrebbero ragione di esistere se non per alimentare il reciproco scambio di favori e regalie utile a tenere in piedi, per anni, un sistema malato e clientelare.

Questi i fatti: almeno dal 2016, l’Arpab attiva una serie di convenzioni interaziendali con l’Asm, con l’Asp e con il Crob, richiedendo il supporto di funzionari esterni per il settore personale e per il settore approvvigionamenti e patrimonio. Ne citiamo solo alcune: la delibera n. 150 del 13 marzo 2017 dell’Irccs-Crob, approvava una convenzione per ‘prestare’ all’Arpab un Dirigente che avrebbe svolto funzioni di supporto nel settore risorse umane. Convenzione puntualmente prorogata e per cui l’Arpab ha pagato oltre 7 mila euro solo da gennaio a marzo 2018.

Le “indispensabili prestazioni” del Dirigente sono state interrotte dal coinvolgimento di quest’ultimo nell’inchiesta ‘Sanitopoli’ lucana. Da quel momento le funzioni sono passate al personale interno dell’Agenzia, precisamente a una Dirigente amministrativa. Quindi se esisteva già qualcuno qualificato a svolgere queste prestazioni, perché ricorrere a un supporto esterno?

E ancora, con la deliberazione dell’A.S.P. n.167 del 15703/2017, si approvava altra convenzione interaziendale per assicurare all’Arpab una figura di supporto per il settore approvvigionamenti e patrimonio.

Ci sfugge la stringente necessità di un consulente esterno quando le gare di appalto più importanti vengono svolte dalla Suarb. Se poi si aggiunge che, anche ad una lettura approssimativa dell’albo on-line, le procedure per gli approvvigionamenti svolte sono sempre state dichiarate urgenti e indifferibili ma sempre frazionate per le tre sedi Arpab lucane, evidentemente il consulente non è stato molto utile.

L’Agenzia regionale per la protezione ambientale, ormai l’abbiamo imparato da tempo, versa in un perenne stato di affanno, non dispone mai di personale interno qualificato per espletare le normali funzioni tecniche e amministrative, anche se da pianta organica gli amministrativi sono proprio le figure che non mancano, giustificando questa ricerca di esperti esterni con la necessità di avviare speditamente le attività straordinarie previste dal Masterplan. Proprio il Masterplan, che doveva essere lo strumento per il rilancio delle attività proprie dell’Agenzia, è finito per diventare la copertura per giustificare tutte queste storture.

Diventa lecito chiedersi: perché questi consulenti vengono sempre e solo da aziende sanitarie? Perché in amministrazione trasparente non ci sono i nomi dei consulenti? Perché, guarda caso, alcune delle figure che abbiamo indicato sono finite nell’inchiesta Sanitopoli lucana?

Non ci è sfuggito che proprio queste convenzioni sono state oggetto di una delle numerose conversazioni intercettate nell’ambito dell’inchiesta sullo scandalo sanità e trascritte nero su bianco nell’Ordinanza che ha chiuso le indagini preliminari.

Non può essere un caso. Lo abbiamo detto all’inizio: convenzioni e legami che non hanno ragione di esistere. Appartengono a un Sistema consolidato e distorto che ha manipolato per anni, a proprio uso e consumo, tutto ciò che era pubblico: Enti, Istituzioni, risorse; distruggendo la legalità.

Gianni Rosa, Fratelli d’Italia Basilicata