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Balvano, appalto cava. Sul rinvio a giudizio del sindaco udienza spostata al 19 ottobre

Richiesta anche per ex e attuali assessori, segretario comunale e responsabile ufficio tecnico

Oggi la Tgr Basilicata ha mandato in onda un servizio sulla protesta del sindaco di Balvano davanti la sede della Regione. La protesta risale al 7 settembre scorso. Il sindaco chiedeva il rilascio dell’autorizzazione alla coltivazione della Cava Pedicara alla ditta che si è aggiudicato l’appalto per la concessione. Finalmente l’autorizzazione sembra sia stata rilasciata.

Su quella gara d’appalto ha indagato sia la magistratura contabile sia la magistratura ordinaria. Oggi 14 settembre era prevista l’udienza preliminare, già rinviata il 9 aprile scorso, in cui il Gup avrebbe dovuto decidere se accogliere o no la richiesta di rinvio a giudizio formulata dal pm nei confronti del sindaco e di ex e attuali assessori, del segretario comunale e del responsabile dell’Ufficio Tecnico. L’udienza è stata rinviata al 19 ottobre prossimo pare per causa di un computer non funzionante.

Riepiloghiamo la vicenda di cui ci siamo già occupati e facciamoci qualche domanda

Si tratta della cava di calcare dolomitico “La Pedicara”, di proprietà del Comune. Nel marzo 2003 con una delibera il Comune rinnova il contratto di fitto con la ditta Cava La Pedicara di Santagata Gerardo snc.

Con Sentenza n. 51/2012 il Tar Basilicata annulla sia il contratto sia la delibera. In sostanza il Tribunale amministrativo, su istanza di una ditta concorrente, impone il rispetto della legge, e cioè che bisogna affidare la Cava attraverso una procedura di evidenza pubblica.

Nonostante il contratto fosse stato annullato dal Tar, il 3 aprile 2012 il Comune di Balvano lo rinnovava fino al 19 dicembre 2016.

A questo punto il Tribunale amministrativo, su ricorso della ditta concorrente, la D.M. S.a.s., con Sentenza n°406/12 ordina al Comune di Balvano di ottemperare alle statuizioni pronunciate dallo stesso Tar nella Sentenza n. 51/12, e stabilisce che: “Il Collegio concede al Comune di Balvano il termine di 30 giorni dalla notifica o dalla comunicazione in via amministrativa della presente decisione, per l’indizione dell’apposito procedimento di evidenza pubblica, volto a selezionare il concessionario della Cava, di proprietà comunale, (…) prevedendo come unico requisito di ammissione l’iscrizione alla C.C.I.A.A. Nel caso di inutile decorso del predetto termine è nominato sin d’ora Commissario ad acta il …, il quale nei 30 giorni successivi provvederà ad indire, in sostituzione del Comune, il suddetto procedimento di evidenza pubblica, portandolo a conclusione fino alla stipula del contratto di affitto con la ditta aggiudicataria, previa unilaterale risoluzione del contratto, stipulato il 3.4.2012 tra il Comune di Balvano e la società Cava la Pedicara di Santagata Gerardo e C. s.n.c.”

 Finalmente la gara e l’aggiudicazione

Dopo un nuovo intervento del Tar finalmente il Comune di Balvano il 5 aprile 2013 pubblica il Bando di gara. Ma la D.M. S.a.s. non partecipa perché il RUP/Segretario Comunale, Angela Stolfi, nell’ambito del procedimento avrebbe omesso reiteratamente di comunicare all’istante legale rappresentante della D.M.s.a.s. il quantitativo di materiale inerte presente sull’area oggetto di gara, informazione ritenuta necessaria al fine di effettuare una congrua offerta di gara. Per questi fatti la Stolfi è tra coloro per i quali è stato chiesto il rinvio a giudizio.

Dopo ben 8 mesi dalla data ultima di presentazione delle offerte (8 giugno 2013) e ben 10 sedute della commissione di gara, finalmente, il 4 febbraio 2014 la gara viene aggiudicata alla ditta “Cava La Pedicara di Santagata Gerardo snc che offriva un canone annuo totale di 240mila euro. A questo punto tutto sembrerebbe concluso. E invece…

Il Comune ha un fiuto per gli affari (degli altri)

La Società Cava La Pedicara snc di Gerardo Santagata ha vinto la gara, ma chiede una proroga del vecchio contratto, quello annullato dal Tar per due volte. Il Comune di Balvano gli concede la proroga, nonostante la gara e nonostante l’obbligo di stipulare un nuovo contratto in  conformità all’offerta economica di 240mila euro di canone. Perché? Il vecchio contratto prevede un canone di circa 53mila euro. Riepilogando: il Tar l’8 febbraio 2012 annulla il contratto del 2003 e la giunta comunale lo rinnova il 3 aprile 2012; il Tar il 31 luglio 2012 ordina alla giunta comunale la risoluzione unilaterale del contratto stipulato il 3 aprile 2012 e la giunta lo rinnova nuovamente con la delibera n. 36 del 13 marzo 2017.

Che strano. Il Comune di Balvano anziché adoperarsi per dare corso ad un contratto più vantaggioso per l’ente pubblico, si sarebbe adoperato per far risparmiare alla Ditta aggiudicataria circa 190mila euro l’anno che fino ad oggi ammonterebbero a 950mila euro circa di “bonus”.

 La domanda dei cittadini e la Corte dei Conti

Quindi un qualunque onesto cittadino di Balvano si chiede: Perché la società “Cava La Pedicara di Santagata Gerardo & C. s.n.c.” vince la gara e, invece di sottoscrivere il nuovo contratto chiede e ottiene il rinnovo di un contratto che oltre ad essere stato annullato dal Tar sarebbe dovuto essere oggetto “di risoluzione unilaterale” del Comune? E perché il Comune di Balvano non incassa una differenza di canone pari a circa 190mila euro l’anno? Già, perché? Ce lo diranno i giudici a conclusione dell’eventuale processo.

Intanto il Tar in data 24 luglio 2017 invia gli atti alla Corte dei Conti per la valutazione del danno erariale che ammonterebbe a circa 1 milione di euro. Il Tar, rinviando la documentazione alla Corte contabile, scrive che il Comune di Balvano ha “artificiosamente prolungato il contratto alla società Cava La Pedicara snc.”

Intrecci societari curiosi

Soci di Cava La Pedicara di Santagata Gerardo e C. S.n.c. sono, oltre Gerardo, Santagata Stanislao, Vincenzo e Angelo, e cioè gli stessi soggetti che compaiono nella compagine sociale della Te.ge.st srl (quella dell’eolico di cui ci siamo già occupati) unitamente al già vice sindaco Domenico Teta. L’allora vice sindaco era (ed è) in società nella Te.ge.st srl con i soci della società “La Pedicara snc”, e cioè Santagata Stanislao, Vincenzo e Angelo. Nella Te.ge.st srl sono soci anche tali Pacella Gerardo e Costantino cugini del sindaco Costantino Di Carlo.

Tra la documentazione processuale, in particolare nella querela per reiterazione di reato, leggiamo di un’informativa del Corpo Forestale dello Stato nella quale si parla di rapporti anomali che legherebbero i fratelli Santagata (figli del titolare della società “Cava La Pedicara di Santagata Gerardo & C. s.n.c.”) ed il sindaco Costantino Di Carlo, rapporto teso a mantenere le rispettive posizioni di vantaggio; l’uno (sindaco) sfruttando la capacità economica degli altri (Santagata) per “favori elettorali”, gli altri (Santagata), per ottenere rinnovi dei contratti per la coltivazione dell’area di cava sostanzialmente gratuiti, sfruttando i “favori” del sindaco e delle sue giunte.

Per completezza di cronaca va precisato che nessuno degli imprenditori Santagata è coinvolto nella vicenda giudiziaria.

 L’autorizzazione alla coltivazione e le domande necessarie

Nel frattempo, scaduta la vecchia concessione in seguito alla scadenza del contratto, occorreva chiedere una nuova autorizzazione alla Regione. Autorizzazione da rilasciare alla ditta aggiudicataria per la quale però occorreva il nuovo contratto in conseguenza del nuovo appalto e della nuova aggiudicazione. Contratto che, come abbiamo visto, non sarebbe mai stato stipulato. Perché la Regione ci ha messo tanto per rilasciare l’autorizzazione? Semplice, per legge viene prima il contratto e dopo l’autorizzazione, senza contratto non può essere rilasciata l’autorizzazione. Anche se il sindaco di Balvano ha sempre sostenuto il contrario, nonostante il Tar l’abbia ribadito in tutte le salse e nonostante l’art.3 lettera a) della l.r. 12/79. Insomma senza il titolo da cui risulti il diritto del richiedente alla coltivazione del giacimento, l’autorizzazione non può essere concessa. Dalla stampa e dalla Tv scopriamo che finalmente, grazie alle proteste del sindaco, l’autorizzazione è stata concessa. E poniamo le nostre domande: Concessa sulla base di quale contratto? Quello vecchio, scaduto, annullato dal Tar? Oppure finalmente esiste il nuovo contratto? Qualcuno chiarisca. Comunque sia, questa benedetta autorizzazione sembra arrivata, grazie alla protesta del sindaco del 7 settembre, andata in onda il 13 settembre, il giorno prima dell’udienza preliminare. Strane coincidenze.