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Conflavoro Pmi con Di Maio: “Ispettorato non tartassi imprese oneste ma impedisca caporalato e lavoro nero”

Il ministro del lavoro incassa l'appoggio dell'associazione delle piccole e medie imprese

Il ministro del lavoro Luigi Di Maio incassa l’appoggio dell’associazione delle piccole e medie imprese Conflavoro Pmi circa l’allontanamento di Paolo Pennesi dalla dirigenza nazionale dell’Ispettorato del lavoro. “L’Italia intera – afferma il presidente Roberto Capobianco – è martoriata dal lavoro nero. Il caporalato è l’emblema e l’estremizzazione di questo fenomeno. E’ schiavismo in un Sud di per sé già allo stremo per quanto riguarda l’occupazione e la sicurezza sul lavoro. Quindi servivano, e altre ancora ne serviranno, risposte concrete da parte del governo”.

Il cambio al vertice dell’Ispettorato nazionale del lavoro – prosegue Capobianco – non era più prorogabile ed era il primo passo logico da compiere. Se i controlli non funzionano si cambiano i principali controllori, piaccia o non piaccia. Naturalmente non pensiamo sia l’Ispettorato il fomentatore del fenomeno, ma l’Italia necessita di una rivoluzione del sistema del lavoro nel suo insieme. Di un deciso cambio di marcia su tutto”.

Adesso – sottolinea Capobianco – come Conflavoro Pmi e come imprenditori pretendiamo che i nuovi vertici dell’Ispettorato lascino in pace le imprese oneste. Inaccettabile che gli organi di vigilanza puntino a far cassa sulla pelle di chi, con fatica, prova a sopravvivere e a creare occupazione battendosi contro decenni di cattiva politica. Chi ha trascinato il Paese in un sistema che fa acqua da tutte le parti non sono certi gli imprenditori che si spaccano la schiena per poi vedersi tartassati da un sistema di controllo inadeguato. Come se non bastassero il costo del lavoro più elevato d’Europa, la pressione fiscale innaturale, la burocrazia-labirinto. Incredibile che si vadano a fare letteralmente le pulci alle imprese che lavorano in sicurezza e in onestà quando, chi è adibito ai controlli, dovrebbe piuttosto concentrare le proprie forze su situazioni gravi e note come quella del caporalato”.

A un mese dalla tragica morte dei braccianti agricoli nel foggiano – conclude Capobianco – il ministro Di Maio annuncia la rivoluzione nei controlli dell’Ispettorato. Bene, Conflavoro Pmi, che al Sud è molto radicata e fa della sicurezza sul lavoro e della legalità due delle sue colonne portanti, farà la sua parte e vigilerà al riguardo. Ma lo ribadiamo: siano lasciati in pace gli imprenditori onesti e ci si concentri davvero sugli schiavisti moderni che giocano con la vita delle persone”.