Droga e mafia, tre arresti a Potenza

Un'indagine della Direzione distrettuale antimafia di Potenza su traffico di droga tra Cerignola e il capoluogo lucano

Tre persone di Potenza sono state arrestate dalla polizia per estorsione aggravata dal metodo mafioso. L’ordinanza di custodia cautelare arriva al termine di indagini coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Potenza e condotte dalla squadra Narcotici della Questura di Potenza con l’utilizzo di intercettazioni telefoniche a seguito delle dichiarazioni di un corriere della droga di origini potentine dalle quali emergeva il suo coinvolgimento nel traffico di stuepefacenti tra Cerignola e Potenza. 

Il corriere portava la droga a Potenza in cambio di un corrispettivo di mille euro a viaggio. In seguito il fornitore di Cerignola ha chiesto al giovane corriere di intestarsi un’auto su cui trasportare gli stupefacenti. 

Dopo tempo il fornitore pugliese, sostenendo di vantare un debito di 20mila nei suoi confronti ha chiesto al giovane potentino di organizzare una piazza di spaccio su Potenza, per rimborsarlo di quanto dovuto, proposta che il giovane ha respinto. A questo punto sono iniziate una serie di pressioni e minacce nei confronti del corriere che impaurito ha cominciato a temere per sè e per i suoi cari.

Le successive investigazioni hanno evidenziato il coinvolgimento di altri tre uomini di Potenza, Giuseppe D’Affuso, Franco Raffaele Rufrano e Orazio Antonio Colangelo, ritenuti responbabili di estorsione nei confronti del corriere finalizzata al recupero del debito vantato dal fornitore pugliese e per questo motivo arrestati. I tre avrebbero costretto il corriere, con minacce, sfociate poi in un violento pestaggio, a versare loro somme di denaro in favore dell’uomo di Cerignola. 

L’indagine – spiega la Procura di Potenza in una nota- conferma l’esistenza di forti sinergie fra gruppi criminali pugliesi e lucani, non solo sul territorio del Vulture Melfese, come emerso da precedenti indagini, ma anche nella città di Potenza, circostanza che costituisce un ulteriore fattore di rischio per la Basilicata.