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Matera 2019, presentato il programma: “Grande operazione collettiva” foto

Alla presenza del ministro Bonisoli e del cantante Max Gazzè la conferenza stampa della Fondazione Matera-Basilicata 2019

Un investimento complessivo per la realizzazione del programma culturale di 48 milioni di euro dall’inizio della candidatura derivanti da fondi regionali (11 meuro), nazionali (30 meuro) e privati (7 meuro). Una programmazione di 48 settimane. La metà del programma culturale, 27 progetti, realizzati da associazioni culturali lucane con un investimento della Fondazione di 6 milioni di euro. Questi progetti stanno coinvolgendo nella fase di produzione e realizzazione, direttamente e indirettamente, circa 3 mila lucani e una centinaio di partner internazionali. Gli artisti e curatori coinvolti sono 117. I paesi europei coinvolti sono 27, e, direttamente e indirettamente, sono state coinvolte tutte le regioni italiane. L’80 percento del programma culturale è caratterizzato da produzioni originali, vale a dire anteprime assolute a livello mondiale. Al momento sono 12 gli sponsor, 6 nazionali e 6 locali.

Sono solo alcuni dei numeri che caratterizzano il programma culturale di Matera, capitale europea della cultura, che inizierà il 19 gennaio e si concluderà il 19 dicembre e resi noti nel corso di una conferenza stampa svoltasi stamane nell’auditorium “Gervasio” di Matera alla presenza del ministro per i Beni e le Attività culturali, Alberto Bonisoli.

Alla conferenza stampa, moderata dal direttore di Rai Radio3, Marino Sinibaldi, introdotta con una performance musicale dal sassofonista Bobby Watson e dal chitarrista Dino Plasmati, ha partecipato anche Max Gazzè con il suo gruppo presentando il concerto che si terrà stasera, alle 21.30, al parco del Castello nell’ambito di Materadio.

Insieme” – ha detto il presidente della Fondazione Matera-Basilicata2019, Salvatore Adduce – era il titolo del primo dossier con cui Matera si candidava nel 2014 come Capitale Europea della Cultura per il 2019. “Insieme” è stata la parola che ha guidato tutto il lavoro svolto da quel momento per costruire il programma del 2019, racchiuso nel secondo dossier dallo slogan “Open Future”, proprio ad indicare il passo successivo al percorso sino a quel momento condiviso: costruire, attraverso la cultura che ci tiene insieme, un futuro aperto in tutte le sue molteplici declinazioni.

Oggi presentiamo quasi tutto il programma del 2019, per cui possiamo ritenere mantenuta la promessa contenuta in quel dossier risultato vincente. Ciò che però ci dà maggiore orgoglio raccontare, non è cosa faremo ma come lo stiamo facendo. 

Il programma di Matera 2019 è infatti una grande operazione collettiva basata su un processo di co-creazione, ovvero di lavoro fatto insieme a tutti i soggetti coinvolti, a partire dalla scrittura del dossier fino ad arrivare alla progettazione e alla realizzazione di tutte le attività del 2019. Nel loro complesso queste non rappresentano un semplice festival di eventi, ma il frutto di un lavoro inedito per una Capitale Europea della Cultura che vede costantemente dialogare gli operatori della scena creativa locali, i partner europei, le istituzioni, le imprese e i cittadini. Il nostro obiettivo è far sì che questo trend continui a crescere e a portare i suoi frutti anche oltre il 2019″, ha concluso Adduce.

Il programma di Matera Capitale Europea della Cultura si sviluppa su 48 settimane a partire dalla cerimonia inaugurale del 19 gennaio, nella quale 54 bande, provenienti dalle Capitali Europee della Cultura e dai Comuni della Basilicata, faranno il loro ingresso a Matera suonando i loro strumenti. Da quel momento ci saranno iniziative ogni giorno, molte delle quali in contemporanea, distribuite in diversi luoghi della città di Matera e della regione, che avranno l’ambizione di contribuire a prefigurare il futuro cercando di dare risposte alle domande poste dai 5 temi del dossier di candidatura: Radici e Percorsi, Continuità e Rotture, Futuro Remoto, Utopie e Distopie, Riflessioni e Connessioni. 

“Ben metà delle produzioni – ha detto il direttore generale della Fondazione, Paolo Verri – sono frutto del percorso di co-creazione fatto insieme alla scena creativa lucana, collegata a un ampio ventaglio di artisti, reti e istituzioni sia nazionali che europee.  L’altra metà del programma sarà realizzata grazie ad accordi con diverse istituzioni culturali europee ed italiane, a partire dall’altra capitale europea della cultura, la nostra amica e gemella Plovdiv, con cui realizzeremo tre grandi progetti culturali e ci scambieremo le due principali mostre.

Oltre ai progetti con Plovdiv, si contano attività di coproduzione con tutti gli stati europei tramite il network delle capitali europee della cultura e grandi collaborazioni internazionali con il Giappone, con cui si costruirà la 27° edizione dell’Eu Japan Fest, con l’Argentina, con la Giordania e con la Tunisia.

Ovviamente, nel 2019, Matera rappresenta l’Italia: a tal fine nacque in candidatura il progetto Italia 2019, che vede protagonista la città di Ravenna: la Fondazione Ravenna Manifestazioni è partner fondamentale per la creazione di “PURGATORIO – Chiamata Pubblica per la Divina Commedia” di Dante Alighieri; moltissime le realtà italiane culturali coinvolte nel programma, tra cui spiccano – oltre alla RAI Radio Televisione Italiana – il più antico teatro lirico d’Italia, il Teatro San Carlo di Napoli con cui produrremo la Cavalleria Rusticana, la prima volta  di un’opera lirica allestita e performata nei Sassi con la comunità protagonista. Solo questi due momenti prevedono oltre 1500 cittadini da tutta Italia coinvolti nelle fasi produttive del progetto, con un mese di prove e due settimane di spettacolo a favore di tutti i cittadini temporanei che sceglieranno Matera quale destinazione culturale dell’anno.

Ogni giorno del 2019 ci saranno cinque attività da svolgere: visitare una mostra, assistere ad uno spettacolo dal vivo, passeggiare attraverso percorsi naturali attrezzati e allestiti in maniera originale, incontrare un cittadino materano o lucano con cui discutere del passato, del presente e del futuro della nostra civiltà, contribuire alla costruzione della mostra di chiusura portando un oggetto simbolico della propria idea di cultura.

L’anno infatti si dipanerà come un grande racconto della storia dell’umanità, una grande sinfonia divisa in quattro stagioni e cinque movimenti: quattro grandi mostre che racconteranno Matera e la Basilicata dal passato al futuro: “Ars Excavandi” sulle città rupestri nel mondo (curata dall’architetto e urbanista, esperto Unesco Pietro Laureano, sarà inaugurata a Matera il 19 gennaio 2019); “Rinascimento visto da Sud” incentrata sulle più importanti emergenze culturali (curata da Marta Ragozzino, Direttrice del Polo Museale della Basilicata, aprirà a Matera il 19 aprile 2019); “La poetica dei numeri primi” sulla scienza e la matematica con un focus su Pitagora (curata da Piergiorgio Odifreddi, uno dei maggiori divulgatori scientifici italiani, verrà inaugurata il 21 giugno del 2019 a Metaponto);  “Stratigrafie. Osservatorio dell’Antropocene” che indaga la nuova era geologica definita dalle azioni dell’uomo (curata dal fotografo e film-maker Armin Linke, sarà inaugurata a Matera il 6 settembre 2019).

A questi primi quattro capitoli corrispondono poi oltre 60 progetti originali, più di uno per settimana, metà realizzati dalla scena creativa lucana in collaborazione con partner europei e metà provenienti dal resto d’Europa in collaborazione con partner locali: un mix che unisce tradizione e innovazione, mondo analogico e mondo digitale.

Tutto la città e la regione saranno allestite in maniera coerente grazie al lavoro dell’Open Design School, laboratorio interdisciplinare costituito da professionisti provenienti dalla Basilicata, dal resto d’Italia e dall’Europa, che progetterà e realizzerà le strutture (palchi, allestimenti, segnaletica) funzionali agli eventi del 2019. Il tutto si dipanerà lungo cinque percorsi urbani, assolutamente inediti, anch’essi collegati ai 5 temi del programma.

Nel programma spicca la progettazione esecutiva dell’I-DEA, progetto noto come “archivio degli archivi”, con il coinvolgimento di 5 grandi artisti internazionali che utilizzeranno i principali archivi della Basilicata come fonte di ispirazione per 5 grandi, memorabili, installazioni pubbliche – la prima delle quali curata da un nume tutelare della cultura fotografica italiana ed europea, Mario Cresci.

La dimensione regionale di Matera Basilicata 2019 sarà data dal progetto “Capitale per un giorno”, grazie a cui ogni comune della Basilicata avrà la possibilità di realizzare delle proprie iniziative in linea con i valori e i temi del dossier di Matera 2019, e raccontare i grandi protagonisti del Novecento lucano: Levi, Olivetti, Pierro, Scotellaro, Sinisgalli e molti altri. Un progetto che si integra al meglio con quello promosso insieme alla Diocesi di Matera Irsina “I Cammini: alla scoperta delle tracce di religiosità nel territorio Matera-Basilicata” che coinvolgerà tutte le diocesi lucane con oltre 100 appuntamenti – molti dei quali di musica sacra – che valorizzeranno lo straordinario patrimonio ecclesiastico della regione.

Centrale in tutti i progetti è la dimensione del coinvolgimento e della partecipazione delle comunità, sia quella dei cittadini permanenti che nel dossier abbiamo definito come “abitanti culturali” sia dei visitatori che preferiamo invitare ad essere in realtà dei “cittadini (con)temporanei”.

L’impegno degli “abitanti culturali” è testimoniato da alcuni grandi progetti collettivi: non solo quelli artistici sopra esemplificati, ma soprattutto quelli per migliorare la qualità della città in maniera permanente. Gardentopia e Lumen sono due grandi utopie che consistono nel costruire giardini di comunità e percorsi di luce entrambi realizzati dai cittadini con l’ausilio di designer nazionali e internazionali. Oltre 3000 persone saranno protagonisti di laboratori in cui il tema della luce sarà declinato in maniera originale diventando parte integrante della cerimonia inaugurale.

Inoltre, attraverso la piattaforma e lo spazio fisico della community – strumento già sperimentato con successo nel corso della candidatura – ogni cittadino potrà proporre e cercare di realizzare, insieme ad altri soggetti, dei piccoli progetti a beneficio della comunità.

D’altra parte, il visitatore di Matera e della Basilicata non avrà solo modo di sperimentare una città laboratorio, il cui programma è il risultato di sforzi collettivi pari a quelli che hanno consentito la costruzione dei due Rioni Sassi; ci si potrà divertire con la musica, il cinema, la danza, la scienza, incontrando personaggi unici, uno fra tutti il grandissimo Brian Eno, produttore di fama mondiale, che porterà a Matera il 18 luglio presso la Cava del Sole in anteprima assoluta il nuovo spettacolo dedicato ai 50 anni della discesa del primo uomo sulla Luna.

Nessuno a Matera – ha concluso Verri – sarà un semplice turista, ma avrà la possibilità inserirsi nella dimensione comunitaria che caratterizza il percorso di Matera 2019, grazie anche allo speciale “Passaporto 2019”. Tale strumento consentirà non solo di accedere, al prezzo di 19 euro, a tutte le manifestazioni organizzate dalla Fondazione nel 2019, ma di acquisire la cittadinanza temporanea da cui deriva un diritto-dovere: il diritto di vivere con calma e approfondimento l’offerta culturale e il dovere di portare un oggetto a Matera, simbolo della propria idea di cultura. La somma dei diversi oggetti genererà la quinta e ultima mostra di Matera 2019, “Open Future”, che racconterà chi sono gli amanti della cultura in Italia e in Europa, le loro passioni, i loro stili di vita.

Articolo a cura dell’Ufficio stampa della Fondazione Matera-Basilicata2019