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Matera, acqua contaminata. Mattia (M5S): “Inconcepibile che continuino a verificarsi emergenze di questo tipo”

Il candidato presidente del M5S interviene sul divieto di utilizzo di acqua potabile

Non è possibile! Da stamattina, un nuovo e gravissimo problema sta colpendo Matera, la città che nel 2019 sarà la Capitale europea della Cultura e avrà i riflettori addosso di tutta Europa.

Ora ci sono anche problemi di acqua potabile dovuti al divieto ordinato dal sindaco per il “superamento dei parametri dei batteri coliformi a 37 gradi centigradi del partitore Terlecchia-Matera” gestito da Acquedotto Lucano Spa. Perchè si è arrivati a questo punto? Di chi sono le responsabilità?
Sono troppe e inaccettabili le inefficienze che si stanno susseguendo a Matera e non è concepibile che nella nostra regione continuino a verificarsi emergenze di questo tipo. Non dimentichiamo che nella primavera scorsa ci fu un altro divieto per l’uso di acqua potabile nei comuni del Metapontino.
A gennaio inizieranno le attività e gli eventi di Matera 2019 e la città ospiterà decine di migliaia di visitatori, si faccia in modo che problematiche di questo tipo non si verifichino e se l’Amministrazione comunale, la Regione Basilicata e, in questo specifico caso, Acquedotto lucano Spa, non sono in grado di garantirlo lo dicano con chiarezza e si trovino soluzioni insieme al governo nazionale che, con il ministro del Sud Lezzi e il ministro della Cultura Bonisoli, sta assicurando il proprio supporto da vari mesi.

Oltre ai rischi per la salute, c’è danno economico e di immagine elevatissimo per la Città dei Sassi, perché le condotte si sterilizzano, ma per il danno di immagine non ci saranno né disinfettanti né saponi che basteranno.
Matera, non è più dei soli materani: è di tutti noi perché è patrimonio dell’Umanità ed è la Capitale europea per la cultura del 2019.

Intanto, appare evidente che la classe dirigente che gestisce l’amministrazione pubblica della Basilicata non è in grado di evitare che l’acqua di fogna entri in contatto con il circuito del potabile. In uno dei luoghi più internazionali di questa Terra.  Che figuraccia, chi ha sbagliato deve pagare.

In un solo giorno sono stati distrutti anni di lavoro per il recupero del grande patrimonio architettonico, sociale e rituale della Città dei Sassi, che da sola vale più della metà del business del turismo lucano.
La Basilicata produce 640 miliardi di litri di ottima acqua sorgiva all’anno, con riserve idriche di invaso per più di un miliardo di metri cubi. Ce n’é per erogare ed irrigare anche l’intera e confinante Puglia.
Una ricchezza immensa gestita da quattro sub enti pubblici che più che dar da bere o irrigare i campi, creano poltrone, incarichi, consulenze, esternalizzazioni e, ovviamente, debiti con le banche. Sono talmente indebitati che tagliano servizi sui territori e risparmiano, guarda un po’, sulla manutenzione delle strutture ridotte negli anni a colabrodi.
L’Acquedotto lucano, l’ente gestore delle condotte idriche, ha debiti per 190 milioni di euro e dei circa 160 milioni di crediti che esige, la maggior parte di questi sono in realtà crediti vantati nei confronti di altri sub enti pubblici, come il Consorzio di Bonifica. A loro volta indebitati tra di loro e verso le banche, in una specie di bolla finanziaria che gravita sulle spalle dell’unico garante che “convince” le banche a esporsi: la Regione Basilicata.
La quale, a sua volta è sull’orlo del fallimento perché, dopo 20 anni di gestione del “partito regione”, il Pd, il suo rapporto debito pubblico/Pil è al 254%.
Io non voglio tirare l’acqua, è il caso di dire, al mulino della mia forza politica, visto che sono il candidato presidente M5S per le prossime elezioni regionali: ma credo che sia giunto il tempo di mandare a casa questi vecchi amministratori del consenso, ma non del bene pubblico.

Antonio Mattia, candidato presidente M5S Basilicata