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Melfi, muore operaio in Fca. Sindacati tornano a chiedere di potenziare servizio medico”

L'uomo è morto, con ogni probabilità, a causa di un infarto

Questa mattina dentro la FCA di Melfi ha perso la vita un operaio precario della Iscot, azienda che si occupa delle pulizie all’interno dello stabilimento per conto della FCA, presumibilmente per un infarto.

FILCAMS e FIOM CGIL nello stringersi alla famiglia in queste ore tragiche, ribadiscono che l’accaduto riapre temi mai risolti: non trova ancora risposte la nostra continua richiesta di potenziare il servizio medico sia per quanto attiene alla presenza di un medico anche sul turno di notte sia per quanto riguarda la medicalizzazione del presidio del 118 attualmente dislocato all’interno della FCA.

La  RLS FIOM, impegnata in queste ore a comprendere le dinamiche dell’accaduto, ha da tempo chiesto un incontro al Responsabile del servizio di prevenzione e protezione della FCA proprio per discutere dei lavori da tenersi dentro lo stabilimento, incontro in cui è stato chiesto ai responsabili aziendali anche il Duvri (Documento Unico Valutazione rischi di interferenza) che non ci è stato concesso, al fine di valutare appunto i rischi che queste lavorazioni possono comportare per tutte i lavoratori e le lavoratrici che insistono in quelle aree. Lavoratori spesso precari e quindi ricattabili e parte integrante del citato documento.

Nell’auspicare che gli organi ispettivi impegnati nelle indagini possano al più presto fare chiarezza sull’accaduto, continuiamo a chiedere che anche le istituzioni si facciano garanti rispetto al processo di potenziamento di un presidio medico al servizio delle migliaia di lavoratori che insistono in quell’area.

FILCAMS e FIOM CGIL