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Radioterapia ospedale di Potenza, l’azienda avvia risoluzione contrattuale con Fora Spa

Dopo l'inchiesta della Procura per una presunta truffa nella fornitura di un acceleratore per il trattamento dei tumori

L’azienda ospedaliera regionale San Carlo di Potenza ha comunicato di aver avviato la procedura di risoluzione contrattuale con la ditta Fora spa per il servizio di radioterapia. La decisione arriva dopo l’inchiesta giudiziaria sull’acceleratore per il trattamento di radioterapia ai malati di tumore che proprio la Fora Spa aveva fornito all’azienda ospedaliera. La Procura di Potenza, lo ricordiamo, ha ipotizzato il reato di truffa perché il macchinario, spacciato per nuovo, sarebbe in realtà datato e risalente al 2008.

Immediata la reazione della Gcil che attraverso il segretario della Fp Giuliana Scarano e il segretario della Filcams, Michele Sannazzaro commenta: “Finalmente anche il San Carlo, dopo l’apertura di un’inchiesta giudiziaria e la nostra denuncia, si accorge che l’acceleratore lineare acquistato per la radioterapia non risponde alle caratteristiche richieste dal capitolato tecnico: non è una apparecchiatura di ultima generazione, non è nuovo di fabbrica, ma a quanto pare si tratta di un macchinario precedentemente installato altrove e poi rigenerato per la consegna alla nostra azienda ospedaliera. Una circostanza che si commenta da sé”. 

“Senza voler rimarcare ancora la grave perdita di credibilità della sanità lucana-aggiungono Scarano e Sannazzaro- dopo l’ennesimo scandalo che l’attraversa, chiediamo alla Regione di farsi parte attiva nel garantire il diritto alla salute dei lucani rimovendo tutte le situazioni che ne minano l’esigibilità, vigilando che le attività vengano svolte nel rispetto degli standard ma soprattutto nel rispetto dei diritti dei lavoratori, la cui dignità è stata già ampiamente calpestata negli ultimi giorni dalle farneticanti e deplorevoli esternazioni del responsabile della centrale  operativa degli screening oncologici per  Fora spa e dalle successive  minacce volte a mettere a tacere le giuste e coraggiose denunce dei lavoratori.

E su questo -concludono i due segretari-siamo ancora in attesa di conoscere i provvedimenti adottati nei confronti del suddetto responsabile per rimuovere  una insostenibile incompatibilità ambientale in quel luogo di lavoro. È evidente che qualsiasi processo di internalizzazione delle attività in questione dovrà essere fatto  assumendo  quale priorità la salvaguardia di tutti i lavoratori e le lavoratrici impegnati in questi servizi a garanzia degli attuali livelli occupazionali e di una condizione lavorativa dignitosa e certa sul piano dei diritti.