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Val d’Agri, incidente in un pozzo di petrolio riaccende polemiche su potenziamento ospedale

Massaro (Csail) ribadisce l'importanza del nosocomio di Villa d'Agri

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Due operai di una ditta che lavora per Eni, ieri sera, sono rimasti coinvolti in un incidente sul lavoro a Grumento Nova, mentre facevano manutenzione al pozzo Alli 6. Un tubo -secondo le prime ricostruzioni-si sarebbe forato e il linquido contenuto all’interno avrebbe investito i due lavoratori che per fortuna non hanno subito conseguenze. Uno dei due, ricoverato all’ospedale di Villa d’Agri, è stato dimesso questa mattina. 

E proprio quest’ultimo episodio riaccende le polemiche sul potenziamento dell’ospedale valdagrino. “E se non ci fosse stato l’Ospedale di Villa d’Agri nella sua funzionalità di servizi essenziali? -Così esordisce Antonio Massaro, portavoce del Csail che prosegue- La domanda, dopo l’incidente sul lavoro a Grumento Nova subito da due dipendenti di impresa appaltatrice Eni, dovrebbe essere rivolta prima di tutto alla Giunta Regionale e all’Asp. Il nuovo incidente che ha coinvolto lavoratori del comprensorio petrolifero è la dimostrazione che la struttura ospedaliera di Villa d’Agri va potenziata e non certo limitata in reparti e prestazioni. E’ sufficiente pensare solo a cosa sarebbe accaduto se i due operai avessero trovato un semplice poliambulatorio come si intende fare.

La contemporaneità delle notizie che arrivano dal Palazzo di Giustizia di Potenza -aggiunge Massaro- con le testimonianze al processo “Petrolgate” di lavoratori  che nel 2014 accusarono un malore all’interno del Cova di Viggiano rilancia la pericolosità dell’impianto specie per chi ci lavora e le funzioni e i compiti a cui deve assolvere il presidio ospedaliero della valle principalmente per le ricadute sulla salute e l’ambiente derivanti dalle attività petrolifere.

Accade invece che, nonostante gli impegni ribaditi periodicamente dalla Franconi oggi nella duplice veste di Assessore alla Salute e presidente facente funzioni, non si segnalano passi in avanti significativi in direzione del potenziamento di personale, strumenti, unità operative dell’ospedale. Quello che dovrebbe essere il primo presidio di emergenza sanitaria in grado di intervenire in ogni caso di incidente o calamità continua ad essere svuotato con l’unica novità della nuova indagine epimediologica che comunque richiede un paio di anni.  

Per noi l’ospedale di Villa d’Agri deve rappresentare la prima risposta diretta ai problemi di salute dei valligiani, decisamente amplificati da pozzi e Cova, attraverso una struttura multidisciplinare di pronta emergenza. Per questo continueremo la battaglia fino a quando da Palazzo Verrastro non verrà atti concreti e rassicuranti.

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