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Delegazione trattante Regione Basilicata, Usb denuncia “carenze e inosservanze”

"Ruolo e compiti mortificati"

La delegazione trattante – Pubblico Impiego Regione Basilicata – del 13 settembre 2018, ha purtroppo evidenziato tutta una serie di carenze e inosservanze.

Usb continua a rivendicare il ruolo e i compiti di una delegazione trattante e delle componenti sindacali, che non possono essere ridotti e mortificati a mera condivisione di accordi e/o articolazioni e suddivisioni di risorse finanziarie (già date come definite), dove è solo possibile giocare con piccoli spostamenti di qualche numero o percentuale, a favore di una categoria e a danno di un’altra, in un gioco a perdere.

Prima di tutto USB rifiuta la strategia dell’emergenza, che non consente di partecipare a una programmazione e a una risoluzione dei problemi strutturali dell’Ente Regione, a cominciare dall’articolazione e dall’organizzazione dei dipartimenti e degli uffici, da cui discendono tutti gli altri problemi: dall’organizzazione e dall’efficacia all’armonia e al disagio lavorativi.

In nome di un clima emergenziale che ormai è consuetudine consolidata, si evita di affrontare:

– la programmazione, l’organizzazione e i carichi di lavoro degli uffici; anche rispetto alle esigenze effettive (e non costruite ad personam) di dirigenti, AP, PO, Specifiche responsabilità, livelli B, C, D, incarichi e collaborazioni a progetto, incarichi di vario tipo e a vario titolo, etc.

– le modalità di selezione e nomina dei dirigenti (in primis concorsi trasparenti)

– le modalità di definizione e classificazione delle AP e delle PO, sia riguardo le declaratorie e i carichi di lavoro, sia riguardo le modalità di selezione e assegnazione delle medesime

– le modalità di definizione delle Specifiche Responsabilità e delle varie indennità e le modalità di selezione e assegnazione delle medesime

– le esigenze e modalità di progressioni verticali e orizzontali, rispondenti a criteri di: reali ed effettive esigenze, trasparenza, oggettiva misurazione, valutazione del e a curriculum dell’esperienza e dell’anzianità di servizio.

Rispetto al Fondo provvisorio 2018 e alle risorse rese disponibili, va chiarita la situazione relativa: alle indennità e ai compensi percepiti dagli avvocati; agli incarichi e alle indennità elargite a colleghi per collaudi, incarichi di RUP, incarichi tecnici, coordinamenti, comitati, gruppi di lavoro, etc; alle disparità ancora presenti tra Consiglio e Giunta; ai pesi che rivestono incarichi e consulenze esterne (e la loro legittimità), che a vario titolo vengono elargite.

In particolare abbiamo informazioni di consulenze e collaborazioni date a colleghi, che una volta in pensione, continuano a svolgere il proprio lavoro, spesso nello stesso ufficio e comunque nei medesimi settori e funzioni di cui si occupavano in precedenza. Tale circostanza appare del tutto ingiustificabile e inaccettabile, quantunque fosse svolta a titolo gratuito, prospettando anche situazioni di conflitto d’interesse.

Per quanto riguarda il salario accessorio è buona regola stabilire regole, modalità e obiettivi da raggiungere entro ogni anno(all’inizio), al fine di evitare la consueta discrezionalità, da parte dei dirigenti, di attribuire punteggi e percentuali per l’erogazione dei fondi.

Per quanto riguarda l’Accordo stralcio e le Progressioni economiche 2018, è ancora più palese la mancanza di informativa, in quanto non si rappresenta quali siano le effettive esigenze dell’Ente, derivanti dall’assenza di una proposta di Organizzazione dei Dipartimenti, degli Uffici e del lavoro nel suo complesso.

Quindi anche il Sistema e le schede valutazione performance proposti paiono definiti in modo del tutto astratto e teorico, senza alcuna relazione con la reale situazione degli uffici, che evidenziano un’evidente carenza di personale e di competenze tecniche adeguate: sia riguardo l’assenza di dirigenti in uffici strategici (dirigenti da selezionare con concorsi trasparenti e non per nomine politiche), sia la presenza di un eccessivo numero di PO, AP e Specifiche Responsabilità, con carichi di lavoro in alcuni casi eccessivi, in altri inesistenti.

Altresì, in assenza di un sistema di misurazione oggettivo e non discrezionale, si continua a rendere tale sistema del tutto non trasparente e del tutto disomogeneo e iniquo, consentendo ancora una volta un’eccessiva discrezionalità ai dirigenti.

Pertanto si propone di definire un congruo tempo di elaborazione e condivisione di un sistema di indicatori che sia: affidabile, oggettivamente misurabile e non discrezionale (un’arma di ricatto o un modo di gestire potere e obbedienze), modulato sulle situazioni reali di carenze di organizzazione del lavoro e di personale, orientato alla valorizzazione e collaborazione dei lavoratori e non alla competizione e alla mera produttività quantitativa, spesso gli uni contro gli altri.

Onde evitare strumentali accuse di sottrarsi alla sottoscrizione dell’accordo stralcio, mettendo a rischio il pagamento della produttività o addirittura l’apertura delle selezioni per le progressioni orizzontali, USB si è reso disponibile alla sottoscrizione dell’accordo stralcio, purché siano rese disponibili tutte le somme rinvenienti da quanto su evidenziato, nonché le informazioni su richieste inerenti incarichi, consulenze, collaborazioni, compensi, etc.

Francesco Castelgrande Coordinatore Usb Basilicata

Paolo Baffari Rsu Usb