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Dissesto idrogeologico, il ministro Costa commissaria Pittella

Mattia (M5S): "Ancora una volta da parte del governatore sospeso nessun atto di responsabilità"

E’ sempre più alta l’attenzione del Governo nazionale nei riguardi della Basilicata. Nell’ultima seduta dell’8 novembre scorso il Consiglio dei ministri, pur tra mille emergenze nazionali, ha deliberato la sostituzione del governatore Marcello Pittella da Commissario per gli interventi contro il dissesto idrogeologico della regione.

La scelta è stata fatta perché Pittella è sospeso dalla carica di presidente della Regione ai sensi della legge Severino, in quanto sottoposto a misura cautelare per l’inchiesta giudiziaria sulla sanità lucana.

Tale situazione avrebbe potuto costituire un pregiudizio per la sicurezza e per la popolazione in quanto, in ipotesi di eventi franosi o alluvionali purtroppo di estrema attualità, l’incapacità giuridica del presidente avrebbe potuto paralizzare ogni intervento.

Il Governo ha pazientemente atteso che ci fosse un atto di responsabilità da parte di Pittella. Ma tale atto non è arrivato e non arriverà mai visto che sono trascorsi oltre 120 giorni dai noti fatti giudiziari. Pittella, non dimettendosi, ha dimostrato, per l’ennesima volta, di non avere la minima attenzione per le esigenze dei lucani né di avere a cuore la nostra sicurezza. Di fronte a questo atto di palese irresponsabilità (verrebbe quasi da dire di incoscienza giuridica e politica), a preoccuparsi della tutela dei lucani è stato unicamente il Governo, ed in particolare il ministro dell’Ambiente Sergio Costa in rappresentanza del M5S.

Il Generale Costa, acquisiti i pareri dei suoi uffici, di fronte a tanto menefreghismo e nel più assoluto rispetto delle regole di legge, si è visto costretto ad applicare le norme vigenti che prevedono che “in ipotesi di dimissioni o di impedimento del presidente della Regione, il Consiglio dei ministri, su proposta del ministro dell’Ambiente, sentito il ministro delle Infrastrutture, nomina un commissario ad acta, al quale spettano i poteri indicati nel presente articolo fino all’insediamento del nuovo presidente della Regione o alla cessazione della causa di impedimento”.

Ha così avanzato motivata proposta di nomina di commissario ad acta ed il Consiglio dei ministri, all’unanimità e tenuto conto dell’urgenza, ha deliberato in conformità.

Nel rispetto degli attuali equilibri politici e per rispetto della rappresentanza politica del territorio, commissario ad acta è stato nominato il presidente della Regione Basilicata facente funzioni Franconi (che, a ben vedere, oltre a non aver dimostrato la benchè minima capacità amministrativa, non rappresenta alcun lucano non essendo mai stata votata da nessuno di noi).

In pratica Costa è stato costretto a commissariare Pittella nell’esercizio delle predette funzioni. Tale atto ha una sostanza ben evidente. Il Governo dimostra molta più attenzione per i lucani di quanto non dimostri Pittella. Eppure Pittella avrebbe l’obbligo di curare gli interessi delle persone che lo hanno votato sicuramente non rendendosi conto di affidare le proprie sorti in pessime mani. Probabilmente la Regione Basilicata è impegnata a difendere l’indifendibile invece di occuparsi dello sfascio istituzionale prodotto. E’ impegnata a difendere i vertici della sanità lucana non revocati e non sanzionati, nonostante la vergogna nazionale degli arresti e dell’inchiesta. E’ impegnata a difendere i vertici dell’Ente parco nazionale della Val D’Agri, di cui ho scritto nei giorni scorsi, e (per quanto si legge sui quotidiani locali) invece di dare sostegno all’iniziativa meritoria del ministero dell’Ambiente di adottare un doveroso atto di commissariamento del Parco, avalla questi signori a spada tratta addirittura permettendosi di diffidare il ministero.

La verità è che questa classe politica regionale ha superato il limite della decenza. Pur di fronte ad ipotesi oggettivamente gravissime non si registra nessun atto di dignità personale e politica, nessun comportamento di rispetto nei confronti dei cittadini.

In un altro contesto socio-politico chiunque, dal presidente della Regione ai vertici della sanità per arrivare ai vertici dell’Ente parco della Val d’Agri, si sarebbe dimesso. Ma da noi queste qualità, dopo tanti anni di malgoverno del centrosinistra, non esistono e non sarà semplice ricostruire un tessuto di comportamenti e etica positivi.

Pubblicamente ringrazio il ministro Costa delle premure che dimostra nei confronti della nostra terra e ringrazio ancora di più il Movimento 5 Stelle che ha scelto queste persone per governare e cambiare l’Italia.

Antonio Mattia, candidato presidente M5S Basilicata