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La Basilicata dei cretini sul web foto

Chi sono? Negli anni, questi imbecilli, hanno imparato ad insultare con garbo, ad insinuare con astuzia, a colpire nel mucchio con granate di cazzate o anche a sparare, come cecchini, su bersagli umani proiettili di cattiveria

Passeggiando tra i social network noto che un sacco di gente è vittima di una percezione distorta della realtà. Sembra che il mondo, tutto il mondo, sia rappresentato nella giungla di post e contro post, di tweet e contro tweet che invadono profili e pagine. Alcuni osservatori ritengono che su queste piattaforme siamo invasi da cretini. Credo al contrario che i cretini siano pochi e che l’invasione è percettiva e non corrisponde alla realtà. Un po’ come è accaduto con gli immigrati che ci invadono mentre i numeri ci dicono il contrario.

Ebbene sì, i cretini lucani sul web sono pochi. E se fate attenzione, loro se la suonano e loro se la cantano. Sono come un club degli idioti che si auto percepisce circolo degli artisti, salotto di intellettuali detentori della verità assoluta, clan dei migliori uomini e donne del mondo. La moneta di scambio è il like. Una moneta che circola sempre nel perimetro della loro idiozia. Appena fuori dal cretinismo questa gente è nessuno. Appena fuori dal web è inesistente. E più la ignori più aumenta il loro tasso di idiozia.

In verità il cretino sui social è ben identificabile. Usa il pettegolezzo come argomentazione di alto spessore intellettuale. Appare invidioso, vendicativo, a tratti violento. E’ un deluso di se stesso. Si inventa dossier contro chiunque, nessuno escluso, perché nessuno è capace, onesto, affidabile, onorabile. Tutti sono delatori, falsi. Qualunque cosa dica chiunque, non è credibile. Questi cretini sono professionisti del vuoto, scavano buche nel nulla per ricavarne niente. E’ il cretinismo 4.0. Il loro motto è “tutto si distrugge nulla si trasforma, niente è possibile”.

Il loro principale tormento è l’astinenza da quella che loro chiamano visibilità. Quando sono in crisi di astinenza hanno bisogno immediato di una dose di applausi da parte del popolino webete e quindi scrivono a sproposito, postano stronzate e reclamano come un tossicodipendente una manciata di like. Ogni minuto controllano sul loro profilo se qualcuno, naturalmente un cretino alla pari, è stato così buono e cretino da cliccare “mi piace”.

Hanno aggredito anche il dibattito politico e si sono auto-costruiti un profilo di rispettabilità, sempre nel perimetro dei cretini, su argomenti che neanche conoscono. Hanno assaltato temi quali la sicurezza, l’ambiente, l’economia e la finanza e anche qui provano ad auto rappresentarsi, agli altri cretini, con profili di autorevolezza.

Negli anni, questi imbecilli, hanno imparato ad insultare con garbo, ad insinuare con astuzia, a colpire nel mucchio con granate di cazzate o anche a sparare, come cecchini, su bersagli umani proiettili di cattiveria.

Sì, il cretino del web è anche cattivo, malizioso, maligno. E’ intelligente ma gli manca la parte più importante dell’intelligenza, quella emotiva. Quindi non è cosciente dei propri punti di forza e debolezza. Non sa chi è, non ha mai esplorato se stesso, teme le proprie mancanze e ha terrore delle doti che non ha. Non è capace di controllare gli impulsi. Non sa pensare né in grande né in piccolo. Non è motivato da desideri o bisogni o da sogni ma da invidia, malizia, cattiveria. In fondo è un demotivato. Non sa e non vuole ascoltare. Prova un falso e negativo interesse verso le altre persone che è un portato dell’interesse nei confronti di se stesso. Non vuole capire, non vuole e non sa essere empatico, né vuole comprendere. Vuole peggiorare la vita degli altri senza migliorare la propria.

Il cretino lucano tipo del web va ignorato. Se rispondi ad un suo post idiota, magari per esprimere la tua opinione o per fornirgli qualche elemento di realtà, fai il suo gioco. E’ come dare il metadone ad un tossico in attesa dell’eroina. Il cretino del web non puoi educarlo né curarlo, devi solo ignorarlo.