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Sono la figlia di un funzionario pubblico. Aiutatemi a giudicare mio padre

Il padre, l'architetto Giuseppe LoTito, funzionario del Comune di San Chirico Nuovo, ha denunciato anomalie nelle procedure di autorizzazione del parco eolico tra Tolve e San Chirico

Pubblichiamo la lettera che Angela ha inviato alla stampa, al Prefetto, a diversi enti, alle forze di polizia e alle autorità giudiziarie, ai sindacati, alla Corte dei Conti. Una lettera semplice, domande legittime, dopo l’ennesimo malore che ha colpito il padre ieri, trasportato in eliambulanza all’ospedale San Carlo. L’architetto Giuseppe Lo Tito, responsabile Area Tecnica del Comune di San Chirico Nuovo, avrebbe subito in questi anni pressioni e intimidazioni per causa della sua correttezza professionale e morale nello svolgimento del suo lavoro. Ultimamente è stato lui a firmare una nota che riguarda le autorizzazioni per il Parco eolico a San Chirico Nuovo di cui ci siamo ampiamente occupati con le nostre inchieste. Qui il documento da lui firmato Prot_Par 0001933 del 11-04-2018 – Documento

 

Questa la lettera integrale, firmata:

Egregi Signori

Scusate se mi permetto di approfittare di qualche minuto del Vostro tempo, ma sento la necessità di capire il funzionamento della pubblica amministrazione per giudicare mio padre.

Mi presento.

Sono la figlia più piccola dell’architetto Giuseppe Lo Tito funzionario del comune di San Chirico Nuovo (Potenza).

Avevo appena 14 anni quando una notte del 3 marzo del 2003 io e mia sorella maggiore venimmo svegliate dalle grida di mia madre. La macchina di mio padre era stata incendiata sotto casa.

Scoprimmo quella notte sulla nostra pelle cosa significano le parole omertà, muro di gomma, mafia, ‘ndrangheta, camorra e associazione a delinquere. Seguirono due/tre anni di indagini mai approdate a nulla, in cui mio padre segnalò tutte le fonti probabili dell’attacco di quella notte.

Tra questi la segnalazione di falsi documentali per accedere a fondi europei e/o attacchi di politici che scaricavano sulla sua azione di funzionario tutte le colpe delle loro mancate promesse elettorali.

Oggi mi ritrovo a rivivere quei momenti. Li leggo sul volto di mio padre che da quando è cambiato il Segretario Comunale (fino anno 2016) ritorna sempre più spesso dal lavoro con un viso stravolto.

Dopo aver subito attacchi sulle ferie (impedendogli di fruirle insieme a mia madre) ha subito sino ad oggi ben 5 procedimenti disciplinari, con una cadenza media, nel 2018, di uno ogni tre mesi.

Procedimenti avviati quasi tutti dopo che mio padre ha segnalato, a chi di competenza, irregolarità di bilancio e anomalie nelle procedure di autorizzazione del parco colico che si sta realizzando nel territorio del comune di Tolve e di San Chirico Nuovo.

Procedure amministrative, a suo dire, in dispregio della legalità. Ed è per questo che pongo le seguenti domande.

Al Signor Prefetto chiedo di capire perché sono state ignorate le segnalazioni di mio padre: forse mio padre era sotto l’effetto di allucinazioni ? O è un Don Chisciotte?

Alla dottoressa Kranz che l’ha sanzionato chiedo di capire quale infrazione ha commesso mio padre per aver semplicemente chiesto un giorno (uno solo) di ferie, o per aver segnalato un debito fuori bilancio o per aver concluso trattative favorevoli al Comune. Ha forse peccato di lesa maestà?

È normale che un dipendente dopo aver prestato per quasi 30 anni un leale e proficuo servizio, da tutti elogiato, sia diventato all’improvviso la pecora nera del comune di San Chirico Nuovo al punto tale da meritare continue contestazioni disciplinari?

È solo una strana coincidenza che le contestazioni si sono intensificate in un periodo in cui al Comune stanno per arrivare molti soldi dall’eolico e dalla programmazione europea?

Perché le segnalazioni disciplinari, quando vengono fatte da mio padre, e riguardano fatti gravi commessi da altri dipendenti, vengono invece ignorate?

Si è arrivati addirittura ad omettere di aver visto l’autoambulanza del servizio 118 arrivare nel nostro piccolo paese a soccorrere mio padre in casa in un giorno lavorativo! Si è arrivati addirittura ad omettere il certificato di malattia di mio padre.

Lei dott. Mordenti può spiegarmi perché gli atti che violano la privacy ed emessi in violazione di regolamenti non sono sanzionabili?

Voi Presidenti dell’Anci dell’Emilia Romagna e dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna, mi potete spiegare se tra i compiti dell’Ufficio vi è anche quello di autorizzare o negare le missioni per la visione del fascicolo disciplinare personale? Lo chiedo a voi perché benché siete dell’Emilia-Romagna avete firmato una convenzione con il Comune di San Chirico Nuovo per l’Ufficio disciplinare.

A tutti chiedo è questa la ricompensa che spetta a mio padre per aver lavorato anche a casa e di notte; anche se malato o in ferie per redigere progetti utili all’ente? E davvero questa la ricompensa che il sindaco intende dare a mio padre per essersi fatto accompagnare da me a casa nostra per chiedergli di lavorare di notte per redigere un progetto di oltre un milione di euro? Non è contento il sindaco del fatto che tale progetto ha procurato al Comune un finanziamento regionale di circa 900 mila euro?

È normale che mio padre, un funzionario e responsabile di Area Tecnica viene autorizzato a muoversi dal Comune soltanto se accompagnato da uno dei suoi sottoposti della Polizia locale?

Signori,

Spero che le Vostre risposte siano approntate alla massima trasparenza e che mi consentiranno di farmi un corretto giudizio sulle azioni di mio padre.

Nel restare a disposizione, anche per chiarimenti e approfondimenti nel merito, porgo referenti ossequi.

Angela Lo Tito

Qui la lettera in originale con i destinatari lettera aperta 

Cara Angela apprezzo il coraggio della tua lettera a comprendo le ragioni che ti hanno indotto a scriverla. Nel nostro lavoro giornalistico ci capita spesso di incontrare persone oneste come tuo padre e coraggiose come te. E’ il segno che non tutti hanno paura di fare domande a volte scomode ma necessarie per tutelare il diritto dei cittadini alla chiarezza e alla trasparenza. Noi siamo con te.

Un abbraccio

Giusi Cavallo