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Permesso Masseria La Rocca, No triv e sindaco Brindisi Montagna chiedono incontro urgente in Regione

Lettera aperta all'assessore Pietrantuono

Gentile Assessore, Le scriviamo questa nota in quanto nella serata di ieri (7 novembre) abbiamo appreso da notizie stampa, in particolare dall’edizione serale del Tg3 Basilicata, che la “Regione farà ricorso in Cassazione” contro la Sentenza del Consiglio di Stato pubblicata il 20/09/2018, inerente l’istanza di permesso di ricerca idrocarburi e gas denominata Masseria La Rocca “tramite l’ufficio legale regionale i cui avvocati valuteranno la possibilità di sollevare incidentalmente la questione davanti alla Corte Costituzionale”.

Tale notizia ci lascia, purtroppo, alquanto sconcertati, in quanto la Regione Basilicata ancora una volta sta dimostrando di voler limitarsi a nicchiare nell’affrontare le problematiche inerenti le richieste di prospezione, ricerca, coltivazione petrolifera riguardanti il territorio lucano.

La decisione di adire soltanto la Suprema Corte di Cassazione, infatti, rischia di configurarsi quale misura inadeguata e palliativa, classico contentino comunicativo da dare in pasto all’opinione pubblica, sì da ingenerare in larghi settori sociali adusi a forme superficiali di ricezione e rielaborazione delle notizie, la sensazione che la Regione Basilicata si stia sforzando di mettere in campo ogni utile azione al fine di opporsi ad ulteriori tentativi di perforazione dei territori per tutelare al contempo il diritto dei cittadini lucani alla vita, alla salute, ad un ambiente salubre, a forme di rideterminazione di uno sviluppo economico autocentrato.

Un ventennio di esperienze negative al proposito ci dice che purtroppo si tratta in realtà di tutt’altro! Abbiamo maturato un’esperienza sociale e culturale storicizzata che ci legittima a sospettare di trovarci, ancora una volta, oggi, di fronte all’ennesima conferma della persistenza di un vero e proprio problema politico che endemicamente caratterizza l’agire della Regione Basilicata e che si sostanzia da anni nella mancanza di una chiara e concreta volontà di saper affrontare seriamente, in maniera esaustiva e con la messa in campo di ogni strumento istituzionale e di diritto di tutela e garanzia, le questioni petrolifere sul territorio lucano.

Tale atteggiamento, infatti, è il risultato di una vera e propria “subordinazione” funzionale e sostanziale della Regione Basilicata rispetto alle forti spinte esercitate da parte delle società private nel loro tentativo di petrolizzare l’intera terra lucana, sempre più destinata ad hub energetico nazionale.

La scelta della Regione Basilicata di adire la sola Corte di Cassazione per far valere il difetto di giurisdizione è rivelatrice, in modo lapalissiano, di tale modus operandi. Il ricorso in Cassazione è infatti solo un palliativo, in quanto innanzi alla Suprema Corte non può essere sollevato alcun conflitto rispetto alla Sentenza del Consiglio di Stato del 20 Settembre u.s..

E’ del tutto impossibile, da un punto di vista processuale e di diritto, sollevare incidentalmente il conflitto di attribuzione innanzi alla Corte di Cassazione, per il semplice fatto che ciò è possibile (invero come giudizio di costituzionalità e non come conflitto) solo per le leggi e non, come nel caso di specie, nei confronti di una sentenza del Consiglio di Stato.

In sintesi, il conflitto di attribuzione può essere sollevato solo dalla Regione direttamente dinanzi alla Corte Costituzionale ed è questa la strada maestra da tenere in considerazione nella presente questione, al fine di tutelare appieno le prerogative costituzionali dell’Ente regionale nell’ambito di che trattasi e, quindi, conseguentemente i cittadini ed i territori.

L’azione innanzi alla Corte di Cassazione, invece, si dovrebbe spiegare (e va ovviamente perseguita!) solo per scrupolo difensivo, quasi in via subordinata, per rafforzare il ricorso, in via principale, innanzi al Supremo Giudice delle Leggi. Inoltre, attesa la complessità e la forte specialità dei procedimenti in questione, il mandato per la difesa in entrambi i giudizi dovrebbe essere affidato, quale scelta più oculata e di opportunità, ad un collegio difensivo esterno, al fine di poter assicurare, coadiuvandosi con l’Ufficio Legale regionale interno, i migliori strumenti processuali di difesa.

Alla luce di quanto sopra esposto, attesa l’urgenza dovuta sia all’importanza della questione in discussione che alla ristrettezza dei tempi processuali, gli scriventi chiedono, urgentemente ad horas, un incontro in Regione per rappresentare ulteriormente ed al meglio le ragioni poste all’attenzione della Regione Basilicata su aspetti che sono fondamentali e vitali non solo per il territorio di Brindisi Montagna, ma per l’intera Basilicata.

Sindaco del Comune di Brindisi Montagna

Comitato No Triv Brindisi Montagna

Coordinamento Regionale No Triv Basilicata