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Poveri per finta, altri 23 ‘furbetti’ denunciati dalla Guardia di Finanza di Matera

Falso e indebita percezione di benefici i reati. La scorsa settimana le Fiamme Gialle ne avevano scovati altri 23

Altri 23 i finti poveri scoperti dalle Fiamme Gialle di Matera e denunciati all’Autorità Giudiziaria per il reato di “falso” o per “indebita percezione di benefici concessi o erogati dallo Stato o da altri enti pubblici”. Lo scorso 6 novembre altre 23 persone erano state denunciato per lo stesso motivo a seguito di controllo della Guardia di Finanza di Policoro.

La Compagnia della Guardia di Finanza di Matera ha concentrato l’attenzione sulle prestazioni sociali agevolate di varia natura al fine di individuare i furbetti che utilizzano false dichiarazioni per fruire di quegli aiuti economici e servizi sociali di assistenza che spettano ai cittadini che manifestino disagi di natura economica e sociale (quali i bonus per asili nido e altri servizi per l’infanzia, prestazioni scolastiche (mensa, trasporto, libri di testo, borse di studio ecc.), agevolazioni per le tasse universitarie, gratuito patrocinio, servizi socio sanitari domiciliari, esenzioni ticket sanitari, contributi per gli affitti, agevolazioni per servizi di pubblica utilità (sconti su bollette di luce, gas, telefono), bonus bebè a partire dal 2015, social card].

In particolare, le Fiamme Gialle della Compagnia di Matera, nell’ambito delle funzioni di polizia economico-finanziaria svolte a tutela delle pubbliche risorse, hanno effettuato numerosi controlli della specie, calibrati sull’esame delle dichiarazioni “ISEE – Indicatore della Situazione Economica Equivalente” presentate da coloro che richiedono dette “erogazioni o agevolazioni”. L’incrocio tra i dati indicati sulle dichiarazioni ISEE e quelli rilevati dalle numerose banche dati in uso alla Guardia di Finanza, ha consentito di individuare numerosi soggetti che, al fine di ottenere indebitamente l’erogazione di benefici o agevolazioni di varia natura, hanno presentato agli Enti erogatori dichiarazioni mendaci, omettendo di indicare parte dei redditi conseguiti o del patrimonio familiare.

Conseguentemente, i 23 finti indigenti sono stati segnalati agli enti erogatori per la revoca del beneficio e il recupero delle somme già percepite fraudolentamente.