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Favori in cambio di sesso, vacanze e barca: arrestato un magistrato foto

L'indagine, coordinata dalla Procura di Potenza, ha coinvolto anche dirigenti della Asl di Lecce e avvocati

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Corruzione e sesso il filo rosso che lega l’inchiesta coordinata dalla Procura di Potenza che ha coinvolto un magistrato della Procura di Lecce, due avvocati e diversi dirigenti dell’Asl di Lecce. Al termine delle indgini durate circa quattro mesi sono finiti in carcere il pm, Emilio Arnesano e un dirigente dell’Asl di Lecce, Siciliano Carlo. Le misure cautelari disposte dal Gip di Potenza sono state eseguite questa mattina dal Nucleo di Polizia Economico — Finanziaria della Guardia di Finanza di Lecce.

Disposti gli arresti domiciliari, con dispositivo elettronico di controllo nei confronti di Naracci Ottavio, Direttore Generale dell’Asl di Lecce, Trianni Giorgio, Dirigente dell’Asl di Lecce, Rollo Giuseppe, Dingente dell’Asl di Lecce, Martina Benedetta, avvocato iscritto all’albo degli Avvocati di Lecce; divieto di dimora nel Comune di Lecce nel confronti di Ciardo Salvatore Antonio. 

Sempre su richiesta della Procura di Potenza, il Gip potentino ha disposto il sequestro di una piscina di pertinenza del dottor Trianni (che dalle indagini è risultata oggetto di mercimonio fra il pm Arnesano, titolare del procedimento penale nel quale la piscina era sottoposta a sequestro, e il dottor Trianni); il sequestro di un’imbarcazione e di euro 18.400,00, nei confronti di Arnesano, “in quanto profitto del reato del delitto di corruzione”.

Il magistrato arrestato. Il procedimento — radicato per competenza presso la Procura di Potenza essendo Arnesano magistrato in servizio presso il distretto della Corte d’Appello di Lecce — ha avuto origine da singola e specifica notizia di reato a carico del sostituto procuratore e di altri soggetti, emersa nel corso di indagini svolte dalla Procura della Repubblica di Lecce nei mesi scorsi. La Procura di Potenza ha così avviato indagini nei confronti di Arnesano nel corso delle quali sono emersi ulteriori e numerosi fatti-reato.
Nel corso delle indagini, coordinate dai pm potentini, svolte, in pochi mesi oltre a riscontrare l’ipotesi delittuosa originariamente venuta in rilievo vale a dire un provvedimento di dissequestro della suddetta piscina con successiva richiesta di archiviamone della notizia di reato, in cambio di un soggiorno con annesse battute di caccia offerte dal Trianni all’Arnesano, gli investigatori hanno rilevato un ampio spettro di delitti commessi con abuso e vendita delle proprie funzioni da parte del magistrato.
Il Sostituto Procuratore Arnesano Emilio sulla base di un compendio indiziario ritenuto grave dal Gip di Potenza è risultato protagonista di ulteriori episodi di corruzione in atti giudiziari, di induzione a dare o promettere utilità a Pubblico ufficiale e di abuso di ufficio.

Procedimenti penali pilotati in cambio di pretazioni sessuali. Arnesano, come emerso dalle investigazioni, per un verso avrebbe venduto in più procedimenti, l’esercizio della sua funzione giudiziaria in cambio di incontri sessuali ed altri favori. In particolare, dalle indagini è emerso che il pm avrebbe stretto un rapporto corruttivo, consolidato e duraturo, con Benedetta Martina, avvocato del foro di Lecce: in numerose occasioni il Sostituto Procuratore avrebbe pilotato procedimenti in cui gli indagati erano assistiti dall’avv. Martina ottenendo in cambio prestazioni sessuali dalla donna

In un altro caso, come emerso dagli accertamenti svolti e dalle intercettazioni, la stessa avvocatessa Martina avrebbe chiesto al magistrato di aiutare una sua amica e giovane collega, a superare la prova orale dell’esame di avvocato. In questo caso Arnesano con la finalità di ottenere in cambio prestazioni sessuali tanto dall’avv. Martina quanto dalla praticante avrebbe contattato l’avvocato Ciardo componente della Commissione d’esame per avvocato presso la Corte d’appello di Lecce, concordando un incontro presso il suo ufficio (al quale avrebbe partecipato, oltre al Sostituto, l’avvocato Ciardo e la giovane praticante) nel corso del quale sarebbero state definite le domande da porre alla candidata in sede di prova orale (prova che la candidata, in effetti, poi superava)

Il pm Arnesano, inoltre, avrebbe accettato la richiesta dell’avv. Carbone Manuela del foro di Lecce di intervenire a suo favore con il Presidente del Collegio di Disciplina costituito presso l’Ordine degli Avvocati di Lecce, come effettivamente faceva, avendo un incontro con lo stesso presidente nel quale la richiesta veniva avanzata ed accettata. Anche in questo caso Arnesano, come contestato nel relativo capo di accusa, avrebbe chiesto all’avvocatessa, in cambio del suo intervento, delle prestazioni sessuali.

Vendita delle funzioni giudiziarie. Per altro verso, Arnesano, su di un diverso fronte, appariva protagonista di un ulteriore e collaudato sistema di vendita delle funzioni giudiziarie, in cui avrebbe garantito reiteratamente a favore di dirigenti e medici dell’Asl di Lecce amici di Siciliano Carlo l’esito positivo di procedimenti giudiziari in cui gli stessi erano coinvolti. In cambio di questo intervento il pubblico ministero Arnesano avrebbe ricevuto diverse utilità. In primo luogo- spiega la Procura di Potenza- favori di carattere economico: Siciliano avrebbe venduto al magistrato un’imbarcazione di 12 metri ad un prezzo di gran lunga inferiore al prezzo di mercato (accettando, peraltro, un pagamento in mazzette di denaro contante sulla cui origine ne sono in corso accertamenti – e indicando nell’atto di acquisto un prezzo simbolico non corrispondente a quello realmente pagato).

In questo caso il magistrato, si sarebbe impegnato personalmente personalmente, quale pm di udienza, in una strategia processuale tesa a fare ottenere l’assoluzione di Naracci (che in effetti riusciva ad ottenere) dirigente Asl  legato al Siciliano, accusato di peculato innanzi al Tribunale di Lecce.

A fronte di tale disponibilità mostrata nei procedimenti nei quali il gruppo di medici e dirigenti Asl, Arnesano, avrebbe ottenuto non solo, soggiorni gratuiti e imbarcazioni a prezzo di saldo, ma anche trattamenti di favore da parte dei medesimi dirigenti dell’Asl nella prenotazione di visite mediche, nella prenotazione di interventi per familiari, nelle visite a proprie amiche. 

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