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Matera, scritta sui sassi: “Turisti di merda via!!!”

Il racconto di una giornalista di Bergamo "tra delusioni e soddisfazioni"

Una giornata a Matera. Una città selvaggia, forse nemmeno pronta ad un evento molto più grande di lei, un colpo di fulmine per chi ci arriva la prima volta, magari dopo il tramonto. Ma quando con le prime luci del sole, ti perdi tra scalette e vicoli, e tra un balzo e l’altro ti trovi davanti agli occhi, poco sotto la Cattedrale, la scritta “Turista di merda via!!!”, è proprio in quel momento che i pensieri si gelano e d’istinto verrebbe voglia di prendere il primo autobus e lasciarla a se stessa la ex “Vergogna d’Italia”.

Arriverà il premier Conte, oltre a Mattarella, le scuole saranno chiuse, la città si riempirà di bandierine e di dolci melodie. Domenica scorsa durante la mia visita erano più i tecnici, gli operatori, i registi e gli addetti ai lavori, in giro per i vicoli. Turisti pochi, solo alcuni gruppi di turisti. Molte ancora le opere ingabbiate con impalcature e reti.

Una giovane addetta in una piccola chiesa museo intenta a fumare una sigaretta sull’uscio mi confida che l’evento sta per arrivare ma c’è ancora tanto da fare. C’è tensione, ma anche “relax”.  Ma in questi quattro anni cosa è stato fatto? La risposta non viene pronunciata, forse viene lasciata intendere…

Peccato perché molte cose in cantiere si sarebbero potute visitare e scoprire. Certo, per rendersi conto di come e cosa era la Matera di un tempo è bastata la visita al Materasum. L’ho trovata eccezionale e ben organizzata: un’ora ben spesa su un percorso ottimamente studiato e in un viaggio nel ventre della terra che ha pochi uguali. Complimenti a chi ha creduto in questo progetto e ha portato alla luce, dopo anni di scavi, a due passi da piazza Vittorio Veneto, un posto inimmaginabile.

A proposito di accoglienza invece… Non posso dire molto se non la mia personale esperienza in un b&B a due minuti a piedi dalla Chiesa di Sant’Agostino. Alla richiesta di avere la colazione prima dell’orario indicato, le 9, la risposta è stata “Impossibile, dobbiamo farci 30 km per arrivare al b&b” e sottinteso, “non vorremmo svegliarci troppo presto la domenica mattina”. La risposta mi ha stupita, poi ho capito che il b&B era stato un investimento del momento.

Va bene presentare una stanza pulita e linda, ma l’accoglienza? In altri viaggi ho trovato gestori di b&B (anche fuori dal’Italia) che si sono alzati alle 4 per preparare la colazione prima del check-out e augurarmi un buon viaggio di ritorno. Capitale Europea della Cultura non è solo visitare musei, chiese, Sassi e paaesaggi, è anche sentirsi turisti accolti e non solo magari “spennati”!

La mia prima volta tra i Sassi, per vedere come la “Vergogna d’Italia” si è ribellata alla sua storia: tra delusioni e soddisfazioni, devo dire che è valsa la pena una toccata e fuga nel cuore di borghi remoti, in cui si può ancora respirare quell’aria selvaggia e misteriosa che un tempo trasudavano.

Però, se non è ancora stato fatto, fate cancellare per cortesia quella scritta, che in pochi secondi riporta Matera alla vergogna primordiale. Che non vorremmo più incontrare, seppur “in questa terra oscura, senza peccato e senza redenzione, dove il male non è morale, ma è un dolore terrestre, che sta per sempre nelle cose, Cristo non è disceso”.

Gabriella Pellegrini giornalista e collaboratrice del quotidiano L’Eco di Bergamo