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La Regina, Pd: La sinistra non ha perso, si è persa

Chiacchierata con Raffaele La Regina, potentino di 25 anni, candidato all’assemblea nazionale del PD per la Basilicata, a sostegno della mozione Zingaretti

Raffaele La Regina, potentino di 25 anni, laureato con lode in Scienze Politiche. Stagista in Svimez e consulente per le politiche economiche alla vicepresidenza del Senato.

Candidato all’assemblea nazionale del PD per la Basilicata, a sostegno della mozione Zingaretti. La mozione Zingretti in Basilicata è l’unica che ha avuto il coraggio di candidare due under 30, uno dei quali Raffaele, terzo, e quindi in posizione eleggibile.

Dunque lei ha scelto Zingaretti, perché?

Nicola Zingaretti rappresenta l’unica proposta che può restituire credibilità e forza alla sinistra. Condivido totalmente la sua mozione specialmente quando parla di economia giusta e l’attenzione che pone sulla questione giovanile.

Come dice Peppe Provenzano nel suo libro “La sinistra e la scintilla” la sinistra il 4 marzo scorso – ma anche molto prima – non ha perso, si è persa.

Con Zingaretti la sinistra si ritrova?

Laddove nel panorama politico nazionale si distinguevano nettamente due soggetti politici su due temi specifici (Lega: lotta ai migranti, M5S: lotta alla casta) la sinistra ha smesso di interrogarsi sui suoi temi storici, uno su tutti quello del lavoro. Schiacciati su posizioni neoliberiste abbiamo smesso di dare risposte agli ultimi, ai giovani, alle donne. Questo ha fatto ingigantire le disuguaglianze e quindi la rabbia, giustificata, delle persone.

Sì però il Pd e la sinistra hanno perso consensi tra i giovani

E’ vero. Soltanto il 15% dei giovani fra i 19 e i 24 anni, il 4 marzo scorso, ha votato per noi. Non possiamo non chiederci perché il 44% dei giovani tra i 19 e i 35 anni ha deciso di riporre la propria fiducia nel M5S.  Esiste dunque un’enorme e complessa questione giovanile da risolvere e l’unica parola d’ordine che può avere una sinistra che sia tale è il lavoro. Non sussidi, che sono anche giusti in un quadro specifico legato all’impiego reale delle risorse, ma lavoro per tutti e lavoro con diritti, basta sfruttamenti, basta stage non retribuiti, basta lavoro nero.

L’economia globale ha modificato in maniera netta l’orientamento al lavoro, le competenze di oggi sono diverse da quelle di ieri. È cambiato radicalmente l’approccio al lavoro con l’ingresso delle nuove tecnologie. Un progresso che determinerà grandi opportunità ma anche grandi rischi ed è determinante la visione che si avrà della politica affinché si riescano a minimizzare i rischi e ad aumentare i benefici. A oggi visione non se ne vede da parte di questo governo. Sembra invece il momento dei grandi ritorni indietro, il ritorno ai mercati chiusi, alle economie e alle politiche dell’io.

In che modo lei ritiene si possa recuperare la fiducia dei giovani nella sinistra?

Dobbiamo avere il coraggio di parlare di salario minimo garantito per le nuove e le vecchie generazioni, di parità salariale fra uomo e donna. Bisogna avere il coraggio di parlare di diritto alla casa proprio perché la generazione dei giovani di oggi sarà l’unica generazione dall’inizio dei tempi che non vivrà meglio dei propri padri. Serve un’Economia Giusta affinché si riaccenda la scintilla nei giovani, che parta dai temi importantissimi della sostenibilità ambientale e della rivoluzione digitale.

Intanto i giovani fuggono e la sinistra sembra incapace di fermarli

Un tema di grande complessità è quello dell’emigrazione giovanile soprattutto legata al Mezzogiorno. È evidente che le politiche di coesione non sono bastate al Sud per raggiungere lo sviluppo auspicato, spesso anche a causa di una classe dirigente inadeguata. L’Istat prevede per il 2035 un dimezzamento della popolazione meridionale con l’unica eccezione della Campania e con la desertificazione delle aree interne come la Basilicata. Sono quanto mai necessarie politiche ordinarie di sostegno al Mezzogiorno che, insieme a quelle di coesione, mettano in campo le strategie necessarie per bloccare il fenomeno della migrazione dei giovani, legata alla ricerca di lavoro o a una formazione universitaria di eccellenza che al momento, salvi pochi casi, al Sud è stata negata. Io in primis sono vittima di questo fenomeno.

È questo la grande mission della sinistra. La classe dirigente lucana tutta deve porsi questi temi e provare a dare una risposta a una generazione sempre più disaffezionata alla politica, slegata dal territorio e quindi dai propri affetti.

Che ne pensa del passo di lato di Marcello Pittella?

Accolgo con gioia la ritrovata unità del Centro sinistra lucano ma auspico una vera discontinuità di idee e di visioni. Spero che il candidato presidente Trerotola sappia tornare a restituire quel volto popolare che il PD lucano e nazionale hanno smarrito da tempo.

Ho apprezzato il passo indietro – dovuto – di Marcello Pittella  anche se avrei preferito una conferenza stampa diversa, con meno clamore mediatico ma soprattutto con tutti gli attori del centro-sinistra sul palco.