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Petrolio, biomasse ed eolico sul Lago Pantano

Domani un incontro pubblico all'Oasi Wwf

Petrolio, biomasse ed eolico sul Lago Pantano. Sarà questo il tema dell’incontro pubblico, organizzato dal Comune, in programma domani a Pignola, alle 19 all’osasi Wwf di Lago Pantano.

Ed è proprio il Lago Pantano ad essere maggiormente interessato dai vari progetti di sfruttamento presentati in questi mesi da varie società interessate a sfruttare il territorio, mettendo da parte qualsiasi forma di tutela, salvaguardia e valorizzazione ambientale.

Ricordiamo le istanze della Shell per il permesso di ricerca denominato “Pignola” per cui resta alta l’attenzione degli amministratori, nonostante l’emendamento blocca trivelle approvato nel Dl Semplificazione legge n.12 con data 11 febbraio 2019 pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 36 del 12 febbraio 2019. Il blocco (art.11 ter) prevede 18 mesi di sospensione di qualsiasi istanza e nuovi permessi di ricerca, in attesa della definizione del Pitesai, Piano per la Transizione Energetica Sostenibile delle Aree Idonee (PiTESAI), al fine di determinare un quadro di riferimento delle aree ove è consentito lo svolgimento delle attività di prospezione e ricerca e coltivazione di idrocarburi sul territorio nazionale, volto a valorizzare la sostenibilità ambientale, sociale ed economica delle stesse. il PiTESAI deve tener conto di tutte le caratteristiche del territorio, sociali, industriali urbanistiche e morfologiche con particolare riferimento all’assetto idrogeologico ed alle vigenti pianificazioni.

Sono datate 11 gennaio 2019 invece le osservazioni che il Comune di Pignola ha presentato per opporsi alla richiesta della società BIEN srl per l’Installazione I.P.P.C. denominata “Impianto di Digestione Anaerobica di Biomasse per la produzione di Biometano e Compost di qualità”, da realizzarsi in Località Zona Industriale di Tito Scalo, in agro del Comune di Tito (PZ). La zona interessata riguarda molto da vicino il territorio di Pignola.

Con Delibera di consiglio comunale n.57 del 27/12/2018 ci si è opposti all’unanimità. Siamo di fronte ad un impianto di trattamento di rifiuti di notevoli dimensioni, progettato per un totale di 50.000 tonnellate annue di prodotto conferito. Si pensi che dai dati Ispra 2017 emerge che la provincia di potenza ha fatto registrare una produzione annua di frazione organica di circa 17 mila tonnellate e che l’intera regione Basilicata si attesta su 31 mila tonnellate annue. Se ne deduce, in conseguenza, che l’impianto in argomento, per andare a regime, si vedrebbe costretto a trattare tutti i rifiuti organici dell’intera Basilicata e, in più, ci troveremo a dover importare obbligatoriamente rifiuti organici per circa 20 mila tonnellate all’anno da fuori regione con tutto ciò che questo significa in tema di impatto e di sostenibilità ambientale dell’intera zona. Basti pensare che per il trasporto dei rifiuti si generebbe un traffico veicolare pesante di almeno 30 mezzi pesanti al giorno chiamati a trasferire le 152 tonnellate di rifiuto organico necessario al funzionamento dell’impianto. Tanto precisato, non v’è chi non veda come ci troviamo di fronte ad un insediamento che, per tipologia e dimensione, non può esimersi dall’essere considerato come un impianto di trattamento della frazione organica e quindi da regolamentare e autorizzare, se del caso, sulla base delle articolate previsioni normative di cui al Piano Regionale dei Rifiuti. Proprio in riferimento al citato Piano dei rifiuti, occorre necessariamente considerare che, nell’area industriale di Tito Scalo, sono presenti già ben tre impianti di trattamento di rifiuti e ciò appare in netto contrasto con le logiche, cui si ispira il citato Piano regionale, di equa distribuzione di tali impianti sull’intero territorio regionale.

Stessa sorte è toccata alla richiesta presentata dalla Cogein Energy Srl per la realizzazione di un aereogeneratore per la produzione di energia elettrica da fonte eolica, ai sensi del D.Lgs n.387/2003, nel Comune di Tito, localita’ “Serra Stantiera” e relative opere di connessione nel Comune di Pignola, della potenza di 999 KW. Tale realizzazione non tiene conto delle peculiarita’ del territorio, dei siti di pregio ambientale, dei vincoli pianificatori e delle tutele internazionali, comunitarie, non considera l’esistenza dei siti di interesse nazionale, della zsc e della rete natura 2000, non considera le norme in materia di tutela del paesaggio e appare, peraltro, eccessivamente sovradimensionato.

La richiesta della Cogein è per l’amministrazione comunale da ritenersi improcedibile per mancanza della documentazione necessaria. Inoltre è lacunosa nella misura in cui non analizza compiutamente il contesto ambientale e demografico nel quale l’intervento proposto si dovrebbe collocare.

Sconcerta, non poco, leggere a pagina 12 della relazione

.. l’analisi del territorio e degli strumenti urbanistici vigenti, confermano che l’area interessata dal posizionamento della turbina eolica, comunque distante dai nuclei abitati, non ha alcuna vocazione turistica o commerciale come dimostra la totale assenza di ristoranti, centri commerciali, strutture commerciali, ricettive o altri luoghi destinati a usi simili per la collettività

Si tratta, evidentemente, di dichiarazioni che non trovano riscontro nella realtà e meritano di essere disattese in pieno. Difatti, va subito precisato che l’area del Lago di Pantano ha un indubbio pregio ambientale e, di conseguenza, turistico.

Entrambi le richieste della Bien e della Cogein avrebbero un forte impatto su tutta l’area del Lago di Pantano di Pignola.

A tal fine, basti pensare alle migliaia di presenze che annualmente visitano l’oasi faunistica WWF posta a pochi metri di distanza dall’intervento proposto nonché ai tanti sportivi che quotidianamente frequentano le piste ciclo-pedonali e alle diverse manifestazioni sportive e scolastiche di rilievo regionale e nazionale che si tengono nell’area.

In tale prospettiva, si annoverano i recenti finanziamenti che la Regione Basilicata ha disposto in favore della Provincia di Potenza, Ente gestore della ZPS, a valere sul programma In-Green- Paf e che prevedono, tra l’altro, la valorizzazione del Lago di Pantano e delle piste ciclabili di collegamento con la Città di Potenza.

Inoltre, ai fini che qui interessano, è utile considerare che nella zona è presente un numero altissimo (oltre quaranta) di attività ricettive.

Allo stesso modo, non v’è chi non veda come l’affermazione di parte circa l’assenza di centri commerciali contrasta nettamente con il processo di riconversione commerciale in atto nella zona di Tito.

L’abitato dei comuni interessati – ben nota alla Regione di appartenenza – è strutturata in diversi nuclei rurali, quali – per il comune di Pignola – le contrade Tora, Sciffra, Petrucco e Pantano che non vengono nemmeno citate nella relazione eppure risultano completamente abitate, tanto da superare i duemila abitanti, e hanno una distanza sensibilmente inferiore rispetto a quanto riportato nella relazione di parte.

Né, tra gli elaborati proposti dalla Cogein, viene in qualche misura censita la strada di confine tra l’abitato di Pignola e Tito. Eppure si tratta della strada di collegamento tra gli abitati, frequentata abitualmente da più persone, e ciononostante si omette di valutare l’impatto che potrebbe avere la realizzazione a poca distanza dall’arteria di una pala di altezza pari a mt 125.

Occorre tutelare il più possibile la salute dei cittadini e la biodiversità dell’ecosistema esistente. In sintesi, occorre evitare che – a causa dell’intervento proposto – vi siano delle modificazioni al paesaggio esistente, alla salute dei cittadini e al sistema di vita delle singole comunità. Non si può ignorare la Riserva Naturale Regionale Lago Pantano di Pignola”, istituita con D.P.R.G. 795/1984, nonché sito di Rete Natura 2000. Di recente definito Zona di Speciale Conservazione ai sensi della direttiva dell’Habitat della Commissione Europea. Allo stesso tempo, il Lago Pantano di Pignola, in quanto zona umida, risulta essere sito di interesse internazionale ai sensi della Convenzione di Ramsar.

Nel caso concreto, occorre aver riguardo alle disposizioni previste nella L.R. 3/90 Piano Paesistico di Area Vasta “Sellata, Volturino, Madonna di Viggiano”, che – contrariamente a quanto riportato nella relazioni allegate – risulta applicabile al caso in esame almeno per le opere ricadenti nel Comune di Pignola, e al Regolamento della Riserva Naturale Regionale “Lago di Pantano”.

Inoltre, dal punto di vista urbanistico, oltre ai diversi piani comunali, sia di Pignola che della Città di Tito, è da ricordare che la zona è disciplinata anche dal Piano Strutturale Provinciale, tra i cui obiettivi strategici vi è anche la Tutela del territorio e della Rete ecologica provinciale, da perseguire tramite la promozione di politiche attive di tutela del territorio, la tutela e valorizzazione delle aree di maggiore naturalità, lo sviluppo di adeguate politiche energetiche.

In sintesi, la zona è sottoposta a vincolo di cui al codice del paesaggio e, nello specifico, normato dal Piano Territoriale Paesistico di Area Vasta denominato Sellata, Volturino, Madonna di Viggiano”, oltre che dal Piano Assetto Idrogeologico (PAI) e dal Piano Strutturale Provinciale. A ciò si deve necessariamente aggiungere il Piano Forestale Regionale e quelli comunali .

In questa fase è bene considerare che: si tratta di aree a diffusa residenzialità, urbana ed extraurbana, per i Comuni di Potenza, Pignola e Tito; vi è la presenza di agricoltura e di zootecnia di qualità per ciò che attiene la produzione del latte e dei foraggi e in particolare per i prodotti evenienti dalla lavorazione del latte delle mucche podoliche e della lavorazione del latte ovino e caprino per la produzione del formaggio DOP “Pecorino di Filiano”, la cui reale di produzione prevede anche il territorio di Pignola. Inoltre, per ciò che attiene l’agricoltura, la richiesta non ha valutato l’impatto che si potrebbe avere sulla coltivazione del Fagiolo Rosso Scritto di Pantano, trattasi di un prodotto agroalimentare di particolare pregio e, in quanto tale, iscritto al Repertorio Regionale del Patrimonio Genetico di cui all’art.3 L.R. 14 ottobre 2008 n.26 di tutela delle risorse genetiche autoctone vegetali e animali di interesse agrario; vi è la rilevante presenza di presidi storici e culturali che favoriscono lo sviluppo di aree interne; non viene attestata la coerenza dell’intervento con gli strumenti di programmazione e tutela vigenti; le attività richieste non si integrano con il contesto socio-economico di riferimento.

Per tutte queste ragioni, il Comune di Pignola, ha chiesto al Dipartimento Ambiente e Energia della Regione Basilicata di rigettare le richieste della Bien srl e della Cogein in quanto carenti sotto l’aspetto documentale, generiche nelle valutazioni operate, infondate nel merito e non rispettose delle prerogative del territorio e della salute dei cittadini e delle leggi e regolamenti vigenti.

Antonio De Luca, consigliere Provincia di Potenza