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Storie di morti sul lavoro e delle loro famiglie, a Potenza si presenta “Il profumo dell’anice nero” foto

Nel volume di Costa e Merangoli la testimonianza della sorella di Antonio Caggianese, vittima a 28 anni, di un incidente sul lavoro

Tra le tante testimonianze raccolte nel libro “Il profumo dell’anice nero” c’è quella di Giusi Caggianese, giovane donna di Potenza, che nel volume scritto a quattro mani da Marianna Costa e Maria Antonietta Meringola, traccia un ricordo di suo fratello Antonio, 28 anni, vittima di un incidente sul lavoro, nel febbraio 2018, all’Ageco di Tito Scalo.  Il volume verrà presentato e che verrà presentato, alla presenza delle autrici, sabato 23 febbraio alle 16.30 al Museo provinciale di Potenza. 

Il libro libro nasce da una storia vera e dall’incontro umano delle due autrici.  Si narra di coloro che perdono la vita sui luoghi di lavoro, le cosiddette “morti bianche”, ma per scelta -spiegano le autrici- si è evitata la pedissequa ripetizione di numeri e statistiche che vengono lasciati agli esperti  in materia. Brevemente, nella seconda parte del volume, si sono trascritti dei dati esclusivamente per rimarcare la rilevanza del fenomeno, non certo per pubblicare l’ennesimo trattato di denuncia sociale sull’argomento. Ne è stato dissertato e  scritto abbondantemente e non è questo l’imprinting che si è voluto dare all’opera.

Si parla di coloro che perdono la vita lavorando, per negligenza e superficialità dei padroni, per mancanza delle pur minime norme di sicurezza, e di come nel nostro Paese manchi una vera cultura e, conseguentemente, una buona legge in merito alla sicurezza sul lavoro.

Si narra delle famiglie, dei figli, delle mogli, dei  genitori, dei fratelli e delle sorelle che si ritrovano a dover affrontare  la perdita di un loro caro  e di come la vita, per tutti loro, cambi con la velocità di un battito di ali di farfalla, e del modo in cui il peso di quell’assenza diventi il tarlo con cui si sarà costretti a convivere per il resto dei loro giorni.

Storie, testimonianze e parole che da piccoli granelli di sabbia diventano macigni quando sono inchiostro impresso sulle pagine di un libro. E dopo, per tutti, nulla sarà più  come prima.

E nulla è come prima per Giusi Caggianese e per i suoi genitori, che dalla morte di Antonio, hanno intrapreso una dura e dolorosa battaglia legale per far luce sull’incidente che lo ha portato via. “Aver avuto la possibilità di parlarne nel libro di Merangoli e Costa- afferma Giusi- mi da l’occasione per ricordare il mio amato fratello che si è allontanato dalla mia vista ma non dal mio cuore e per ribadire l’importanza della sicurezza sui luoghi di lavoro. Nessuno -aggiunge- potrà restituirci i nostri cari morti per lavorare, ma ricordarli e combattere per loro affinchè chi ha sbagliato paghi è quello che ci tiene in vita e che ci da la forza per gridare a gran voce che morire di lavoro non è degno di un Paese che si definisce civile”.