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Matteo Salvini e la pernacchia che salverà la Basilicata

Lui parla dei barconi, della legittima difesa, del pane e nutella, del buco nella montagna del nord e taluni cosiddetti lucani applaudono

Una candidata della Lega alle prossime elezioni regionali della Basilicata, dal palco di Melfi, durante un comizio, rispondendo ad alcuni contestatori ha gridato: “Se fascista vuol dire lottare per il popolo allora io sono fascista”.

Lo sapevamo. Tuttavia, una che dice la verità va apprezzata. E’ una rarità in questo gioco al massacro del buon senso civile. E’ vero, siete fascisti. E quando non potete farne a meno lo dite urlando.

Un gioco al massacro che non risparmia nessuno. Soprattutto se, il leader della Lega, dimenticando di essere un ministro della Repubblica, per raccattare voti nella sua perenne campagna elettorale, espone chicchessia agli insulti per il solo fatto di averlo contestato. Accade così che anche chi, nei giorni scorsi, ha pacificamente manifestato il proprio dissenso al ministro dell’Interno durante i suoi comizi in Basilicata venga dato in pasto ai fans del “Capitano” che sotto i suoi post ne scrivono di ogni.

Accade a uomini e donne, malati di cancro, che lo scorso sabato in piazza a Villa d’Agri, erano tra coloro che hanno manifestato il dissenso verso la Lega. Viene messa alla berlina, sulla pagina di Salvini, anche una donna che ha ben visibili i segni della chemioterapia. Una donna che con la sua protesta vuole ricordare che in quella Valle, dove si estrae petrolio, i malati e i morti di tumore sono tanti. E lo fa a pochi metri da un ministro che solo qualche ora prima si è fatto fotografare con la felpa dell’Eni.

Oggi, a finire su tutti i giornali è il comizio della candidata leghista lucana, che dimentica che certi argomenti vanno trattati con attenzione. Nel video si vede bene come il commissario della Lega Basilicata, Marzio Liuni, appena sente la parola “fascista” provi a fermarla senza riuscirci. Lei prosegue, calpestando la storia e finanche la grammatica. Fiera del suo dichiararsi fascista perché “dalla parte del popolo”. Tanto mal che vada, alzerà il livello dello scontro, soprattutto sui social, e ne ricaverà beneficio in termini di visibilità.

Della gogna a cui il ministro dell’Interno espone ogni giorno, uomini, donne, ragazzine e ragazzini in pochi si indignano. Chissà come reagiremo quando il ministro ci deriderà tutti con una pernacchia leghista. E’ così che si risolvono i problemi della Basilicata, con le pernacchie elevate a discorso pubblico. Lui, Salvini, parla dei barconi, della legittima difesa, del pane e nutella, del buco nella montagna del nord e taluni cosiddetti lucani applaudono. E sapete perché applaudono? Perché i problemi della Basilicata, secondo loro, si risolvono con i barconi e con il pane e nutella. La pernacchia ve la meritate tutta.