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Costa su disastro ambientale in Val d’Agri: “Chi inquina non resta impunito, lo Stato c’è”

Il ministro per l'Ambiente si complimenta con i carabinieri del Noe e con la Procura di Potenza

Oggi è una giornata importante per la regione Basilicata e per la nostra attività di tutela dell’ambiente. Ancora una volta dimostriamo con i fatti che chi inquina non può restare e non resterà impunito.

I miei complimenti quindi ai carabinieri del Noe e alla Procura della Repubblica di Potenza per le indagini che hanno portato all’accertamento dei responsabili della fuoriuscita di petrolio che, nel gennaio 2017, contaminò gravemente il reticolo idrografico della Val D’Agri.

Questo è solo l’inizio di un’offensiva mirata contro chi inquina la Basilicata, e più in generale il nostro territorio. L’ambiente è di tutti e non faremo sconti a nessuno”.

Il procedimento penale riguarda non solo alcuni dirigenti della compagnia petrolifera, ma anche pubblici ufficiali facenti parte del CTR (Comitato Tecnico Regionale) della Basilicata, il cui compito era quello di controllare, sotto il profilo della sicurezza e dei rischi ambientali, l’attività estrattiva dell’Eni. In particolare sono indagate tredici persone fisiche ed una persona giuridica, l’Eni, per i reati di disastro, disastro ambientale, abuso d’ufficio, falso ideologico commesso dal pubblico ufficiale. 

Così il ministro per l’Ambiente, Sergio Costa, commenta, l’inchiesta della Procura di Potenza sullo sversamento di greggio al Cova di Viggiano che ha portato all’arresto di un dirigente Eni e a 12 persone indagate più la stessa compagnia petrolifera.