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Mafia in Basilicata: “radicati gravi fenomeni”. Dda sequestra beni a clan del Metapontino foto

Non si ferma l'attività di contrasto alla criminalità della Procura distrettuale antimafia guidata da Francesco Curcio

Non si ferma l’attività di contrasto alla mafia in Basilicata. Su proposta del Procuratore distrettuale antimafia di Potenza, Francesco Curcio, nella mattinta odierna è stato eseguito un provvedimento di sequestro di beni mobili, immobili e disponibilità finanziarie, a Policoro e Scanzano Jonico, a carico di Gerardo Schettino e dei suoi familiari. L’uomo, già arrestato nell’ottobre 2018, nell’ambito di un’inchiesta della Dda, è ritenuto dagli inquirenti, a capo dell’omonimo clan mafioso operante a Scanzano e nell’intera area metapontina.

La pericolosità del clan- ha spiegato il procuratore Curcio- che conferma la radicalità di fenomeni criminali mafiosi in Basilicata, è stata ulteriormente evidenziata nell’ordinanza di misure di custodia cautelare emessa, su richiesta della Dda, dal gip di Potenza ed eseguita nell’ottobre 2018, misura confermata poi in sede di gravame. A Schettino, in particolare, è stato riconosciuto il ruolo preminente nella gestione e organizzazione del traffico di stupefacenti e nel reimpiego dei capitali illecitamente ottenuti”.

Gli accertamenti patrimoniali, eseguiti dalla Guardia di Finanza, sia nei confronti di Schettino che dei suoi familiari, hanno fatto emergere come a fronte di redditi dichiarati di modesta entità, insufficienti a garantire finanche le primarie esigenze, l’intero nucleo familiare avesse acculutato beni e disponibilità finanziarie sproporzionati e ingiustificabili. Alla luce delle risultanze investigative è stato disposto il sequestro di 11 unità immobiliari, 23 conti correnti bancari e postali e 12 tra autovetture e veicoli.

Con l’operazione odirena- ha aggiunto il procuratore antimafia di Potenza – abbiamo svolto un’attività di contrasto alla criminalità la cui finalità di giustizia si ritiene doppiamente necessaria: per un verso è stato verificato lo scopo ultimo dell’attività criminosa svolta dal clan Schettino (quello di accumulare ricchezze), per altro verso è stata colpita la dimostrazione, l’ostentazione sul territorio della forza e del potere dell’organizzazione mafiosa riaffermando così, nei confronti di tutti, il rispetto del principio di legalità garantito dallo Stato”.