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Matera 2019, installazione con cavi d’acciaio nella Murgia. La denuncia del Wwf

"Lo scorso febbraio durante le prove sono intervenuti i carabinieri forestali"

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Un progetto rientrante negli eventi di Matera 2019 prevederebbe una rete di cavi d’acciaio tra le pendici dell’altopiano murgico. A darne notizia è il Wwf Basilicata in una nota in cui spiega che lo scorso febbraio senza autorizzazione alcuna, si sono svolte delle prove dell’installazione e senza indugio sono stati avvertiti i carabinieri forestali che sono prontamente intervenuti per far rimuovere i cavi.

Il progetto, ancora in fase embrionale- spiega il Wwf- è tuttora privo sia di nulla osta dell’Ente di gestione del Parco della Murgia Materana (ed impossibilitato ad averne in base alla L.R. 11/90 e al Piano del Parco, interessando una zona di riserva integrale) che di Valutazione di incidenza ambientale da parte dell’ufficio competente della Regione Basilicata.

Grazie alla solerzia di cittadini attenti e vigili- aggiunge – siamo venuti a conoscenza del progetto inaccettabile che la Fondazione Matera-Basilicata 2019 aveva in animo di attuare tra i due versanti della Gravina agli antipodi, dal punto di confluenza dei torrenti col torrente Jesce a via delle Virtù, rientrante nella zona di massima protezione del Parco della Murgia Materana.

Come associazione di protezione ambientale, siamo intenzionati ad andare fino in fondo a questa  questione e ci diciamo del tutto stupefatti dalla disinvoltura con cui spesso si opera in un’area protetta con idee decontestualizzate, impattanti dal punto di vista paesaggistico e fonte di pericolo per l’avifauna migratoria e stanziale del Parco, con l’aggravante di ricadere in una zona di protezione integrale, in base alla zonizzazione del Piano del Parco che al punto 3.5.1 All. A recita: […] Nella zona di “riserva integrale” l’ambiente va conservato e ricostituito nella sua integrità: è prescritta pertanto la conservazione e tutela di tutti gli elementi costituenti l’ambiente (geografici, paesaggistici, vegetazionali, faunistici, storico/antropici ecc.)

Auspichiamo -conclude l’associaione di protezione ambiantle- altresì di essere affiancati in questa denuncia anche da altre associazioni ambientaliste che pure in passato si sono pronunciate in modo vibrante avverso il progetto della passerella pedonale sul torrente Gravina (pur previsto nel Piano del Parco) e ci si possa battere a 360 gradi per un Parco che merita di essere messo a sistema e valorizzato con azioni davvero sostenibili e in linea con le peculiarità di un ecosistema fragile.

Riteniamo doveroso appellarci, in modo particolare, alla rappresentanza della componente ambientalista in seno al Consiglio Direttivo del Parco affinchè con ogni forza ed efficacia tuteli e scongiuri ogni eventuale possibilità di intervento nell’area di Riserva integrale.

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