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Pasticcio al concorso per l’abilitazione al Sostegno Didattico. Interviene la Polizia

La prova, in corso all'Università della Basilicata, è stata invalidata dopo l'arrivo degli agenti

Quel pasticciaccio brutto” del test per l’abilitazione al Sostegno. Potrebbe essere questo il titolo di quanto accaduto ieri all’Università della Basilicata. A raccontarci cosa è accaduto è uno dei partecipanti alla selezione. 

Potenza. Università degli Studi della Basilicata. Sede di Macchia Romana. Aula Magna. Sono le ore 16.00 del giorno 16 aprile. Si stanno svolgendo le ultime operazioni di riconoscimento dei candidati alla prova preselettiva che darà la possibilità di accedere ai 50 posti del Corso di Specializzazione in Sostegno Didattico per le scuole secondarie di Secondo grado. Circa trecento dei più di mille iscritti a questa prova, il resto diviso tra la sede Macchia Romana (aula Galileo e aula Leonardo) e le aule Quadrifoglio di via Nazario Sauro. Tutto procede abbastanza regolarmente seppur con leggero ritardo.

Concluse le operazioni di rito: controllo dati anagrafici, predisposizione dei codici a barre, ritiro delle schede anagrafiche, inizia il controllo incrociato tra “firme d’ingresso” e numero di schede anagrafiche consegnate. I primi problemi: si scopre che alcuni candidati hanno avuto accesso all’aula, e quindi gli è stato consegnato il materiale di preparazione alla prova (foglio istruzioni, scheda anagrafica, foglio per le risposte, codici a barre) senza aver firmato il foglio d’ingresso e quindi senza aver presentato un documento di identità, come indicato nel Bando Pubblico C:\Users\Asus\Desktop\Abilitazione_Sostegno\26825BandoPercorsoSpe (1).pdf.

Con buona pace dei presenti, la commissione ottempera al disguido invitando i candidati a firmare il foglio di presenze, e con un ritardo di circa 45 minuti, vengono finalmente consegnate le buste con le tracce della prova. Sono quattro buste contraddistinte ciascuna da una lettera A, B, C, D. Distribuite a casaccio cercando di alternare le lettere tra i candidati seduti nella stessa fila. Finalmente ha inizio la prova, i candidati aprono le buste e…vien fuori che alcune buste contengono la prova relativa al Corso di Specializzazione in Sostegno Didattico per le scuole secondarie di Primo grado grado, svoltasi in mattinata nella sede della stessa Unibas in via Nazzario Sauro.

Ovviamente ci si agita: la commissione non è preparata all’inconveniente e inizia a far alzare circa un centinaio di candidati dal proprio posto per effettuare un “cambio busta”, poi li invita a sedersi, poi li reinvita ad alzarsi: è caciara in men che non si dica. Mentre i cento malcapitati, increduli, giocano ad “up and down”, il resto dei candidati vengono lasciati in balìa di cellulari, testi, appunti, chiacchiericci e chi più ne ha più ne metta con la loro bella prova da svolgere scopiazzando qua e là comodamente.

Non ci è voluto molto a far scatenare le ire funeste, non solo dei malcapitati ma anche di tutti coloro, e non erano pochi, che pretendevano la massima regolarità nello svolgimento della prova. Ci è voluta un’ora e trenta minuti, tanta tensione e l’intervento della Polizia di Stato prontamente chiamata da alcuni candidati per farsì che la commissione prendesse l’unica saggia decisione, cioè quella di invalidare la prova.

Intanto nelle altre aule il test di è svolto regolarmente. Trattandosi di un pubblico concorso, per la partecipazione al quale ciascun aspirante ha versato ad Unibas la modica cifra di 100 euro come farà Unibas a garantire parità di trattamento ai candidati che dovranno sostenere la prova in data da destinarsi? Quali saranno i criteri per stilare la graduatoria, viste le prove diverse? Quanta regolarità c’è in una procedura del genere? Le domande sono molteplici, peccato che a farne le spese siano i soliti precari “attacca brighe e scansa fatiche”!