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Fca, ipotesi di fusione con Renault

Fim Cisl: "Per noi le priorità restano l'occupazione e gli investimenti". Ugl: "Saremo vigili su conferma stabilimenti"

Fca ha presentato una proposta di fusione con il gruppo Renault “per creare uno dei principali gruppi automobilistici al mondo”.

La società risultante dalla fusione -fa sapere l’azienda in una nota- sarà detenuta per il 50% dagli azionisti di Fca e per il 50% dagli azionisti di Groupe Renault, una struttura di governance paritetica e una maggioranza di consiglieri indipendenti.

E’ l’ipotesi contenuta nella proposta avanzata da Fca, inviata con una lettera non vincolante a Renault. A renderlo noto è la stessa Fca in un comunicato stampa.

“Al momento parliamo di indiscrezioni di stampa e non ci sono informazioni ufficiali. Se fossero confermate queste voci, dovremo ragionare sulle ricadute che un’alleanza industriale potrebbe determinare sui nostri stabilimenti”. Così il segretario della Fim Cisl Basilicata, Gerardo Evangelista, sulle voci di una possibile intesa tra i gruppi Fca e Renault.

“Oggi la competizione si gioca sul terreno dell’innovazione tecnologica e della condivisione delle piattaforme di sviluppo in un mercato altamente competitivo-ha aggiunto Evangelista- In questo contesto la ricerca di un partner globale, specie se complementare, è una necessità per affrontare le sfide del futuro.  Per noi le priorità restano l’occupazione e gli investimenti”.

Apprendiamo con ottimismo che Fiat Chrysler Automobiles ha stabilito unitamente al consiglio di amministrazione di Groupe Renault un’aggregazione delle rispettive attività nella forma della fusione 50/50: proposta che creerebbe uno dei principali produttori di auto al mondo in termini di fatturato, volumi, redditività e tecnologia a beneficio di tutti”.

E’ quanto dichiara invece il segretario generale dell’Ugl Metalmeccanici, Antonio Spera per il quale, “la fiducia in merito al nuovo piano strategico del Lingotto va colta con benessere perché entrando nei particolari avviene l’ennesima evoluzione strategica del marchio Fca. Come Ugl – prosegue il sindacalista – riteniamo che l’aggregazione, che avrebbe la dimensione, l’esperienza e le risorse per destreggiarsi con successo nell’industria automobilistica in rapida evoluzione, creerebbe nuove opportunità per i dipendenti di entrambe le società e per i principali stakeholder. Da non sottovalutare che il ‘matrimonio’ tra Fca e gruppo Renault non comporterà nessuna chiusura di stabilimenti.

La svolta FCA e la fusione con Renault delineerà il futuro degli stabilimenti del gruppo Fiat Chrysler Automobiles in Italia e, soprattutto, dirá quali prodotti saranno loro assegnati principalmente per le fabbriche di motori Diesel che riguarderà il periodo 2019-22: concentreremo la nostra massima attenzione e a breve, capiremo veramente qual è l’idea chiara delle intenzioni della Fca e su cosa deciderà. Per l’Ugl – conclude Spera – se da un lato esprimiamo ottimismo su tale importante operazione, dall’altro lato saremo attenti e vigili sulla riconferma degli stabilimenti, il mantenimento dei livelli occupazionali, la determinazione a rilanciare il marchio Fiat, che per la nostra o.s. continuano prioritariamente ad essere ribaditi”.