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L’autocertificazione: in quali casi può essere usata

Le autocertificazioni possono essere utilizzate per tantissime finalità, in quanto sono tantissimi gli stati che possono essere dichiarati con tale strumento.

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Uno strumento che nasce come semplificazione burocratica nei rapporti con la Pubblica Amministrazione e non solo: ad introdurla è stata una legge del 2000, il Dpr n.445 “Disposizioni legislative in materia di documentazione amministrativa“.
Grazie a quella norma i cittadini possono usufruire della possibilità di ricorso ad autocertificazione, ovvero una  dichiarazione resa e firmata da un cittadino che vada a sostituire un tutto e per tutto determinate certificazioni amministrative.
Non a caso l’autocertificazione è anche detta dichiarazione sostitutiva, in quanto va a sostituire la quantità spesso spropositata di carte che devono essere compilate per ottenere un permesso o un documento dalla Pubblica Amministrazione.

Cosa si può dichiarare con una autocertificazione

Si pensi al certificato di nascita, al certificato di stato di famiglia, a quello che attesta il titolo di studio nei diversi gradi, all’autentica della copia o all’autentica di firma. Tanti aspetti che possono essere certificati con questo documento sostitutivo che può essere presentato di persona o in via telematica.
Tutto quello che occorre fare è compilare il documento in ogni suo passaggio: in rete si trovano fac simile autocertificazione da scaricare. È dal 2012 che l’autocertificazione è andata a sostituire la presentazione di certificati fisici quando ci si rivolge alla Pubblica Amministrazione: per legge i soggetti in questione non possono rifiutarsi di accettarla. Si pensi ai gestori di servizi pubblici, come Enel, Telecom o Eni ad esempio.

Come compilare una autocertificazione

Nella compilazione di una autocertificazione la firma non deve essere autenticata: ovviamente in caso di falsa dichiarazione da parte del cittadino che presente l’autocertificazione, si applicano le disposizioni penali di cui all’art.26 della legge nr. 15/68.
L’amministrazione che, dopo aver ricevuto una autocertificazione da parte di un cittadino, avesse dubbi sulla sua autenticità, può mettere in atto tutti i controlli che ritiene opportuni per la verifica. La falsità degli atti è un rato che viene punito dal codice penale, come sopra ricordato.
Le autocertificazioni possono essere utilizzate per tantissime finalità, in quanto sono tantissimi gli stati che possono essere dichiarati con tale strumento. A fare eccezione, in quanto non possono invece essere autocertificati, restano i documenti relativi a certificati medici, sanitari, veterinari, di origine, di conformità CE, di marchi o brevetti.

 

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