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Primo Maggio in Basilicata: a Ferrandina oltre 3mila persone in corteo foto

Hanno partecipato all'iniziativa di Cgil, Cisl e Uil

Oltre tremila lavoratori, giovani e pensionati hanno sfilato al corteo del Primo Maggio promosso da Cgil, Cisl e Uil Basilicata a Ferrandina (Matera) in occasione della Festa dei Lavoratori, in collaborazione con l’amministrazione comunale.

La nostra Europa: lavoro, diritti, stato sociale” è il tema nazionale scelto per questa edizione. Dal palco di piazza Plebiscito a Ferrandina, i sindacati regionali hanno lanciato il messaggio di un’Europa del lavoro, unita e solidale, capace di dare risposte e un futuro ai giovani, ai disoccupati, ai bisognosi e hanno chiesto al governo regionale di farsi carico delle proposte avanzate da Cgil, Cisl e Uil Basilicata con la piattaforma sindacale unitaria, affinché crescita, lavoro, coesione sociale e territoriale siano i cardini della Basilicata del futuro.

In questo contesto Ferradina e la Valbasento possono essere una porta aperta verso l’Europa e il Mediterraneo. “Ferrandina può diventare il simbolo di rinascita in una Basilicata dalle tante emergenze occupazionali e dalle tante crisi – ha detto il segretario generale Cgil Basilicata Angelo Summa dal palco di piazza Plebiscito – la nostra è una regione in cui lo spopolamento e la mancanza di programmazione mettono a rischio continuamente i diritti di cittadinanza, dalla sanità al welfare, alla scuola, alla mobilità. Una terra “fragile” dove l’assenza di strutture pubbliche in grado di assicurare quei presidi di legalità, sicurezza e controlli ambientali, come l’ultimo fatto grave al Centro Oli di Viggiano dimostra, non ha consentito sino ad ora l’affermazione di un modello di sviluppo in cui possano coesistere lavoro, diritti, legalità, sicurezza e ambiente. Cgil, Cisl e Uil di Basilicata ripartono da qui, da Ferrandina, luogo simbolo per la rinascita di un nuovo modello di sviluppo sostenibile. La Zes rappresenta uno snodo cruciale non solo per la zona industriale di Ferrandina ma per tutta la Basilicata, a patto che non si trasformi in un mero contenitore di incentivi ma diventi occasione e strumento per definire un progetto di sviluppo che guardi alla creazione di buona occupazione, all’innovazione delle filiere produttive, all’ambiente. Una grande opportunità su cui investire e concentrare azioni per sviluppare logistica, scambi commerciali, filiere agroalimentari, incentivando la capacità delle imprese lucane e del sud di internazionalizzarsi. Questa è la precondizione affinché la Zes rimetta il Mezzogiorno al centro del Mediterraneo, dando risposte alle sfide globali che abbiamo dinanzi”.

Ha aggiunto il segretario generale Cisl Basilicata Enrico Gambardella: “Oggi celebriamo il lavoro, quello che c’è e quello che continua a mancare in una terra martoriata dalla disoccupazione; e lo facciamo senza retorica perché il tempo che viviamo impone serietà e senso di responsabilità per affrontare le sfide e le incertezze di questa epoca. Mentre nel mondo riemergono nazionalismi e fondamentalismi, noi vogliamo rilanciare il grande sogno dell’Europa unita; un’Europa che però deve essere diversa: più attenta al sociale e ai concreti bisogni delle persone più fragili che hanno pagato un conto salato alla crisi economica. Ferrandina e la Valbasento sono la metafora di una desertificazione che è industriale, sociale e demografica. Siamo qui per rivendicare politiche serie per la crescita e il lavoro e un cambio di marcia nell’azione di governo che è stata finora incerta e contraddittoria. Il silenzio che è caduto sulle politiche per il rilancio del Mezzogiorno è preoccupante e con il federalismo differenziato il divario economico e sociale tra le due aree del Paese è destinato ad aumentare. Anche nel Def si conferma una linea politica poco attenta ai problemi del Sud. Anche la scelta di rivedere la clausola del 34 per cento di spesa pubblica in conto capitale per le regioni meridionali circoscrivendone l’applicazione solo ad alcuni settori, a nostro avviso va nella direzione sbagliata. Oggi Cgil, Cisl e Uil dalle piazze di tutta Italia vogliono mandare un messaggio forte al governo e ai partiti della maggioranza: non giocate sulle pelle del Paese e aprite il dialogo con le forze sociali perché il tempo dell’autosufficienza della politica è finito”. 

Ha concluso il segretario generale Uil Basilicata Carmine Vaccaro: “In questa occasione rilanciamo le richieste che come Cgil, Cisl, Uil Basilicata abbiamo fatto al Premier Conte nella giornata che ha segnato l’avvio delle manifestazioni di Matera 2019. Innanzitutto la costruzione di un’agenda culturale e turistica che punti a valorizzare la rete di partnership tra settore pubblico, privato e no-profit. In quest’ottica va definitivamente risolta la difficoltà del sistema di trasporti e di mobilità, collegando Matera con le direttrici nazionali e internazionali di comunicazione. Vanno attivate le opere e i servizi annunciati per determinare uno sviluppo effettivo e duraturo attraverso il rilancio imprenditoriale, artigianale, del terziario e del commercio della provincia di Matera e della Basilicata tutta, optando subito per la costruzione di un distretto culturale avanzato dove la cultura – intesa nell’accezione più ampia che comprende la libertà degli individui, l’innovazione, la creatività, la qualità della vita, oltre che gli aspetti immateriali propri dei Paesi caratterizzati dalle economie di tipo post industriale – rappresenti un mezzo per coniugarne lo sviluppo con la dimensione del lavoro. Matera 2019 non è il punto di arrivo ma la stazione di partenza di un percorso che deve portarci verso un nuovo patto di sviluppo diffuso e generativo che coinvolga l’intero territorio regionale, a partire dalle aree di prossimità che gravitano intorno alla città, come la fascia jonica con le sue infrastrutture di ospitalità e la collina materana”.

Spazio poi agli interventi dei lavoratori della Valbasento e della Ferrosud, ai pensionati, ai beneficiari del reddito minimo di inserimento. In serata il concerto delle band “Deka”, “MBerto feat Tre Puri”, “Spartan” e “Virago”. Alle 21.30, direttamente dal concertone del Primo Maggio di Roma, “Lilian More”. In chiusura dj set Francesco Sassi.

Cgil  Cisl e Uil