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Contraffazioni confortanti, la mostra di Galantini a Matera

Dal 19 agosto nello Spazio Galleria Cine Sud, nell’ambito del progetto fotografico Coscienza dell’Uomo

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Che cos’è la fotografia? Riproduzione fedele della realtà o rappresentazione soggettiva? Da sempre oggetto di acceso dibattito, già nel secolo scorso e ancor più oggi, nell’era digitale, l’etica della fotografia rimane sempre al centro della riflessione di professionisti, o semplici fruitori, che davanti ad una immagine sono portati a chiedersi quanto ci sia di vero, quanto ci sia di finto.

Sul tema ci porta la mostra di Angelo GalantiniContraffazioni confortanti”, che sarà inaugurata a Matera il 19 agosto alle 18.30, nello Spazio Galleria Cine Sud, nell’ambito del progetto fotografico Coscienza dell’Uomo. Protagonista degli “spunti di riflessione” del terzo trimestre della rassegna, curata da Francesco Mazza e Maurizio Rebuzzini, la mostra di Galantini sposta, solo in apparenza, l’attenzione dall’uomo, su cui si è ampiamente riflettuto nel corso delle mostre in programma, al mezzo fotografico. Dall’ uomo alla macchina, dunque. O forse no.

Nata dal ritrovamento casuale di 66 stampe in un mercatino, raffiguranti hotel in località di villeggiatura tra gli anni ’30 e ’50, Contraffazioni confortanti è un progetto che apre, attraverso la fotografia, un dibattito sulla fotografia stessa e sul ruolo che ricopre nella vita di ciascuno di noi. Visibilmente ritoccate, palesemente artificiali, le riproduzioni delle immagini ritrovate e proposte nella mostra sono curiosamente affascinanti perché nella loro evidente finzione ci suggeriscono doverosi interrogativi. Quanto di ciò che vediamo è vero? Che cosa è, oggi, la realtà? Possiamo ancora ritrovarla o dobbiamo forse comprendere che nulla, o quasi, di quanto osserviamo in tv, sui giornali, nelle pubblicità, sia vero? E cosa c’è di giusto, o di sbagliato, nell’ossessiva ricerca di una abbagliante, splendida perfezione? Tanti sono i dubbi che vengono davanti ad una fotografia così bella quanto artefatta.

Perché quei colori, quei dettagli, nella loro finzione, ci suscitano emozione?  Non siamo forse più capaci di innamorarci della naturale bellezza, o più semplicemente abbiamo bisogno di una dose massiccia di artificio per sognare ed evadere da una realtà non sempre appagante?

Nelle facciate sgargianti degli alberghi ritratti, nei cieli decorati da morbide nuvole, nelle luci suggestive delle stampe esposte c’è la Fotografia nelle sue molteplici e contrastanti sfaccettature. Perché una foto è colei che può partire dalla verità, mascherare la realtà, arrivare alla finzione. Nel bene e nel male. Ma non è forse questo, sembra chiedersi Galantini, il senso di una fotografia? Una professione che rifiuta l’etichetta di mera rappresentazione della realtà, e rivendica la facoltà di proporre una personale e soggettiva interpretazione dell’oggetto, non può omettere l’uso dell’artificio per esercitare la sua arte. “A un tempo eccellente e detestabile” secondo Nadar, celebre ritrattista parigino, il ritocco “apre una nuova era per la fotografia” e, ieri come oggi, ci induce a riflettere sulla linea sottile che separa realtà e finzione e su quali siano i limiti tra una edulcorata verità e la menzogna tout court . Nella vita, come nella fotografia. Escludendo quella giornalistica, che ha l’obbligo morale e professionale di riprodurre fedelmente la realtà, la fotografia è sempre, suo malgrado, una verità apparente. Lo scatto, qualunque esso sia, non è altro che il punto di vista del fotografo, non è nulla di più che un ritaglio di verità, l’angolatura dalla quale l’autore ha scelto di mostrarci ciò che ha davanti agli occhi. Non c’è bisogno dunque di ricorrere al fotoritocco per riconoscere che la fotografia è, per sua stessa natura, finzione ed è qui che scatta la sua magia, la sua capacità di regalare un sogno, il suo potere di sedurre e incantare, con sapiente bellezza, gli animi di chi le si avvicina.

Coscienza dell’Uomo e tutti gli eventi in programma sono finanziati dalla Cine Sud di Catanzaro in collaborazione con Hasselblad, Canon, Nikon, Olympus, Panasonic, Sigma, Sony, Tokina-Howa, Toscana Foto Service che hanno reso possibile la realizzazione e la fruizione gratuita degli eventi.

Il progetto è a cura di Francesco Mazza, Maurizio Rebuzzini e Antonello Di Gennaro.

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