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Depuratori di Matera: Si pesta l’acqua nel mortaio

La situazione scandalosa riguarda i depuratori di Pantano, Lamione e Sarra

L’assessore Rosa è molto volenteroso, ci auguriamo solo che non si dedichi a pestare l’acqua nel mortaio ed affronti e risolva le problematiche ambientali.

Qualche mese fa un consigliere regionale evidenziò la situazione di inquinamento esistente nel torrente Gravina con un’analisi non del tutto precisa sia per i tempi che per le cause, l’assessore convocò una riunione alla quale parteciparono consiglieri regionali della maggioranza e tecnici alcuni dei quali sembrarono essere caduti dal pero; la stampa, di contro, soffre  di amnesia sicuramente dovuta alla crisi dell’editoria.Nel corso della riunione  emerse come: Sulla vicenda dell’inquinamento del Torrente Gravina, che risale al 2017, permangono alcune criticità, tra le quali la necessità di maggiori controlli per gli sversamenti abusivi di liquami e l’adeguamento e il potenziamento del sistema di depurazione. Stranamente Topolino la notizia non la riportò in quel modo.

L’inquinamento risale al 2017? ma il calendario di loro signori si è fermato di sicuro! Riunioni non del tutto infruttuose sulla materia  si sono fatte sin dal 2010. I temi che furono evidenziati all’epoca erano quelli dell’inquinamento riveniente dai sistemi di depurazione pugliese e dagli sversamenti abusivi di liquami. Il comune di Matera il disco non lo ha aggiornato perché lavora sulle bande del 5G.

Parlare di sversamenti abusivi di liquami  per coprire semmai conclamate latitanze negli interventi sui depuratori è assolutamente gratuito perché le cose vanno dimostrate!

Era Giugno del 2011 quando l’allora Corpo Forestale dello Stato accertò la violazione degli scarichi degli effluenti di allevamento da parte di Aziende Agricole e denunciò nove persone. Le indagini   accertarono che lungo i Torrenti“Jesce”, “Gravina di Matera” e “Gravina di Picciano”, presso numerose aziende agricole, la gestione e l’utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento era effettuata in contrasto con la normativa prevista.

Le acque reflue provenienti da alcuni allevamenti zootecnici  venivano scaricate direttamente nei suddetti torrenti senza essere preventivamente trattate. Per le  violazioni accertate furono comminate 18 sanzioni amministrative per un importo di 81mila Euro e 9 cittadini furono deferiti all’Autorità Giudiziaria. Oggi, a distanza di 8 anni e non già dal 2017, quali sono le prove che abbiamo circa gli sversamenti abusivi di liquami, quali sono le indagini fatte? Occorre attivarsi concretamente e non già a parole per dimostrare quanto viene affermato!

Era il 2012 quando la Regione Puglia nel suo complesso venne investita ufficialmente delle problematiche esistenti nei loro sistemi di depurazione delle acque reflue. La Regione Puglia fece i suoi monitoraggi e si attrezzò per fare i compiti a casa e sostanzialmente li ha fatti. Nel gennaio del 2018 AQP completò il potenziamento della rete fognaria di Altamura ; I’11-5-2018 si conclusero i lavori di adeguamento del depuratore di Contrada Sgarrone di Altamura ed il trattamento dei reflui passò  da   70 mila a 90 mila AE -Abitante Equivalente-; il 18 Aprile del 2019 vi è stata l’aggiudicazione definitiva da parte del Consorzio di Bonifica Terre d’Apulia dell’incarico per la progettazione esecutiva ed il coordinamento della sicurezza per i lavori di sistemazione idraulica del torrente Jesce con un costo di 7,7 meuro. C’è qualcuno che dalle nostre parti ancora sollecita la Puglia ad intervenire solo perchè il 5G non trasmette e le notizie non arrivano! Dalla sterile riunione regionale che si tenne si decise di dare impulso alla soluzione della problematica con un monitoraggio trimestrale dell’avanzamento di tutte le attività. A distanza di circa due mesi possiamo dire che la situazione amministrativa è peggiorata e veniamo a spiegare.Il monitoraggio delle acque dei fiumi eseguito nell’Aprile del 2019 e che aggiorna quello del Luglio 2017 dimostra con chiarezza come le acque del fiume Bradano prima di incrociare i bacini idrici che toccano la città di Matera sono valutate di qualità “Sufficiente” e finiscono per diventare di qualità “Cattiva” dopo aver intercettato i torrenti che bagnano  Matera  e nei quali confluiscono i depuratori della città.

I monitoraggi eseguiti sullo Jesce che arriva direttamente da Altamura hanno dato una qualità  “Scarsa” delle acque rispetto alla precedente che era “Cattiva”. I depuratori lucani che sono in infrazione comunitaria 2014/2059 riguardano  16 agglomerati urbani, si badi bene! Non parliamo di 16 depuratori ma di 16 agglomerati urbani. Matera è in infrazione con tutti e 5 i suoi depuratori, si anche  quelli di Venusio e di La Martella per i  quali  sono stati stanziati 1,018  Meuro sono in infrazione.

La situazione scandalosa riguarda i depuratori di Pantano, Lamione e Sarra per i quali furono stanziati 10,5 Meuro  già nel 2012 con delibera Cipe 60.Nell’ambito del decreto   “Sblocca Italia” quelle risorse passarono ad un commissario regionale per accelerare la spesa, operazione risultata inutile ed ora nell’ambio dello “Sblocca Cantieri” sono passati ad un commissario unico nazionale che si è visto assegnare depuratori in infrazione per ben 752 agglomerati nell’ambito delle disposizioni in materia di accellerazione degli interventi anche al fine di evitare l’aggravamento delle procedure di infrazione in corso . Diciamo la verità, tutta la verità di come stanno le cose, in parole povere se va tutto bene siamo rovinati!

Pio Abiusi -Associazione Ambiente e Legalità