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Migrante morta nel capannone maledetto. La politica è sorda e muta

Ci saremmo aspettati una parola, anche una frase di circostanza, da parte degli esponenti della maggioranza di governo e della politica

Una donna è morta nell’incendio scoppiato nel ghetto de La Felandina, quel capannone industriale abbandonato dove centinaia di immigrati si accampavano alla meglio per un riparo. Tutti braccianti impegnati nei campi del Metapontino. Le condizioni, evidenti e note da tempo, all’interno di quella malandata struttura, erano drammatiche dal punto di vista dell’igiene e della sicurezza. In molti hanno denunciato la gravità della situazione e la necessità immediata di trovare una soluzione alternativa. Non a caso il sindaco di Bernalda da tre mesi aveva pronta un’ordinanza di sgombero e chiesto aiuto al governo. Purtroppo, a volte, la burocrazia uccide prima dell’assassino.

L’episodio riapre le polemiche sulle condizioni di vita dei lavoratori migranti. È ignobile ciò che accade nelle campagne del Paese, in particolare del Sud, dove i braccianti sono sottoposti a ritmi di lavoro disumani con un salario da schiavi. Ogni volta gli stessi bla bla, eppure sarebbe semplice in una Pese civile garantire le condizioni elementari di dignità per queste persone. Un alloggio e un salario minimamente decorosi. I fatti, non le chiacchiere, ci dicono che questo non accade, mai, nonostante i morti, considerati di serie B, nonostante le denunce quotidiane. La politica appare sorda e colpevolmente impotente. E in questo caso, appare anche muta.

Ci saremmo aspettati una parola, anche una frase di circostanza, da parte degli esponenti della maggioranza di governo regionale, immediatamente dopo la diffusione della notizia della tragedia. Un cenno, un segno da parte del presidente Bardi o dell’assessore all’agricoltura, da chiunque, insomma, occupi un ruolo nelle istituzioni. All’ora in cui scriviamo, nulla. Probabilmente qualcosa la diranno nelle prossime ore, ma sarà già tardi. Le tragedie richiedono una parola all’istante. In questi casi i tempi della politica c’entrano nulla. Ci auguriamo che i tempi della magistratura, per accertare le responsabilità di quanto accaduto, siano brevi. E ci auguriamo che in brevissimo tempo si trovi una soluzione per l’alloggio, finalmente decoroso e sicuro, dei migranti vittime dell’incendio.