Basilicata serva della Lega. Matteo Salvini ordina, la maggioranza di centrodestra obbedisce

Consiglio Regionale oggi. La minoranza di centro sinistra non partecipa al voto: “seduta illegittima”. Poi però propone proroghe sospette. Il M5S abbandona l’aula

Il Consiglio regionale della Basilicata ha approvato il provvedimento per chiedere il referendum abrogativo, della quota proporzionale prevista nella legge elettorale nazionale. L’assemblea è stata convocata in via straordinaria, oggi 27 settembre, per rispettare il termine utile del 30 settembre.

Per l’opposizione di centro sinistra e del M5S la convocazione straordinaria del consiglio sia nel metodo sia nel merito è illegittima. Sarebbero stati violati lo Statuto e il Regolamento interno dell’Assemblea. Il Centro sinistra ha annunciato ricorso.

I consiglieri penta stellati hanno abbandonato l’aula mentre quelli di centro sinistra non hanno partecipato al voto. Dal breve dibattito sul merito del quesito referendario sono emerse posizioni diametralmente opposte tra maggioranza e minoranza.

La gestione del Consiglio regionale da parte del presidente Carmine Cicala è apparsa confusa e in difesa dagli attacchi dell’opposizione. Emerge la mediocrità politica della maggioranza che non è riuscita a nascondere la vera ragione di una discussione inutile per la Basilicata: obbedire a Salvini.

La soglia delle cinque Regioni necessarie per ottenere la consultazione popolare era stata già raggiunta con l’approvazione del provvedimento da parte del consiglio regionale del Piemonte nella mattinata di oggi. Non era scontato il voto piemontese, per cui la Basilicata leghista avrebbe certamente consentito il raggiungimento del limite minimo. Vorrà dire che saranno 6 le regioni proponenti.

Era necessaria questa convocazione straordinaria, tra l’altro, a dire delle opposizioni, assolutamente illegittima? Certo. Molto necessaria perché lo ha chiesto Matteo Salvini ai suoi uomini eletti nelle istituzioni regionali. Uomini che devono obbedire e che hanno costretto anche chi non condivide il quesito referendario (Forza Italia) a votare la delibera per ottenere il referendum.

Hanno forzato regolamenti e procedure pur di approvare una delibera che riguarda un referendum chiesto dalla Lega e che nulla ha a che fare con le emergenze della Basilicata.

È strano assistere a tanta fretta, accompagnata da tanta confusione , della maggioranza di centro destra, nell’approvare una delibera che in fin dei conti serve a nulla.

Avremmo preferito non la stessa fretta ma almeno il rispetto dei termini statutari per presentare e discutere in Consiglio il Piano Strategico Regionale. Avremmo preferito, non la stessa fretta, ma almeno che si affrontassero in tempi decenti le urgenze ambientali, occupazionali, sociali, economiche, sanitarie che interessano la Basilicata e che meriterebbero chiarimenti rispetto alle intenzioni programmatiche della Giunta Bardi. Chiarimenti che i lucani stanno ancora aspettando. Ci saremmo attesi una discussione sulle trattative con le multinazionali del petrolio, discussione negata nella seduta consigliare del 24 settembre scorso. Tutto questo non è ancora accaduto. Forse perché si aspettano precisi ordini da Salvini?

Il centro sinistra pare non abbia perso il vizio

Dobbiamo aggiungere che anche l’opposizione di centro sinistra, a prosieguo della seduta, presentando una proposta finalizzata a prorogare i contratti dei lavoratori interinali dell’Arpab, non ha fatto una bella figura. È chiaro che un provvedimento del genere sarebbe illegittimo, poiché spetta alla delegazione trattante (sindacati e Arpab) affrontare, a norma di legge, la questione. Anche con la Giunta Pittella le proroghe sono state adottate, così come prevede la legge, in sede di delegazione trattante. Adesso che cosa è cambiato? Stesso discorso vale per i lavoratori della Sanità.

Nei giorni scorsi l’assessore Gianni Rosa ha annunciato, al tavolo sindacale, che in tempi brevi saranno banditi i concorsi per l’assunzione del personale Arpab e che nel frattempo per garantire la continuità delle attività, saranno prorogati i contratti in somministrazione per la durata prevista dalle normative. E allora perché il centro sinistra insiste su una proroga che può essere legittima soltanto in sede di delegazione trattante? E perché lo fa in una seduta del Consiglio “illegittima”? Se la proposta dovesse passare la minoranza rinuncerà al ricorso annunciato nel corso del dibattito sulla delibera di proposta referendaria?

E’ infatti strano che in una seduta di consiglio ritenuta “illegittima” dal centro sinistra sia poi il centro sinistra a spingere su un provvedimento che, data l’illegittimità della seduta, non avrebbe alcun effetto se approvato. Staremo a vedere che cosa succederà e come reagiranno i sindacati a questo tentativo di sostituire il Consiglio regionale con la delegazione trattante. La seduta, su questo argomento, è stata aggiornata a domattina sabato 28 settembre, per “un approfondimento politico e amministrativo”.