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Consiglio Regionale respinge il tentativo di strumentalizzare i lavoratori precari e di mortificare le aspirazioni dei giovani lucani

La minoranza di centro sinistra voleva l’approvazione di un provvedimento palesemente illegittimo per prorogare i contratti a termine nel comparto sanitario e nell’Arpab

Anche la seduta del Consiglio regionale di oggi, 28 settembre, sarebbe, per l’opposizione di centro sinistra, “illegittima” poiché si tratta di una prosecuzione (aggiornamento) della seduta di ieri, E se ieri dai banchi dell’opposizione è partita una dura offensiva contro la maggioranza che si apprestava a votare la delibera per chiedere il referendum abrogativo della quota proporzionale prevista nella legge elettorale nazionale, oggi la situazione pare cambiata.

Ieri 27 settembre, nella seduta del Consiglio regionale, l’opposizione ha provato a evitare l’approvazione della delibera sul referendum elettorale argomentando le ragioni per cui le procedure di convocazione del Consiglio sarebbero state illegittime in violazione dello Statuto e del Regolamento interno. È stato addirittura annunciato un ricorso.

Tuttavia, sempre ieri, abbiamo assistito a uno strano comportamento dei consiglieri di centro sinistra. Nonostante ritenessero che la seduta fosse illegittima hanno provato a discutere e a fare approvare due emendamenti che prevedono la proroga dei contratti dei lavoratori interinali all’Arpab, all’Arlab e nelle Aziende sanitarie. Che senso ha approvare un provvedimento in una seduta illegittima? Dunque, la seduta è valida o non è valida? Tra le due opzioni vediamo una sceneggiata finalizzata ad ottenere qualcosa che non quadra. L’aggiornamento ad oggi, 28 settembre, della seduta di ieri riguarda, appunto, la discussione degli emendamenti finalizzati a prorogare i contratti a tempo determinato in scadenza nelle aziende sanitarie e sub regionali.

Che cosa chiede il centro sinistra con gli emendamenti?

Chiede che i contratti dei lavoratori interinali e a tempo determinato siano prorogati. Per le aziende sanitarie fino al 31 dicembre 2021, per l’Arpab fino al 30 giugno 2020, per l’Arlab fino al 31 dicembre 2019. L’emendamento che riguarda la Sanità prevede addirittura la proroga della validità delle graduatorie in scadenza, materia disciplinata da norme nazionali e sulla quale è intervenuta da ultimo la legge di bilancio dello stato mettendo un po’ di ordine sul termine di efficacia delle varie graduatorie a seconda dell’annualità di riferimento.

Tuttavia i problemi di legittimità dei due emendamenti sono grandi quanto una casa. Intanto, la proroga è materia delle delegazioni trattanti e dello Stato e non del Consiglio regionale. Intanto, per come sono impostati, quei documenti violano le leggi dello Stato e i Contratti collettivi nazionali di lavoro. Una legge regionale non può prorogare l’efficacia di graduatorie di concorso, violando il limite fissato dalla legge nazionale, né stabilire la proroga dei contratti a termine oltre il limite massimo fissato dalla normativa statale. Vediamo in dettaglio.

Personale aziende sanitarie

L’emendamento sarebbe illegittimo perché farebbe riferimento a una normativa ormai superata. E appare come un maldestro tentativo di riconnettere proroghe di contratto in essere a procedure di stabilizzazione. Insomma, una gran confusione. In più si tenta di superare con una previsione regionale una disposizione di rango nazionale, ovvero la legge di bilancio 145/2018. Tra l’altro esistono graduatorie di concorsi già espletati e ancora valide. Esiste, inoltre un concorso già espletato di recente per personale paramedico per cui dovrebbero essere assunti tutti i vincitori. E ancora: la norma prevede che le Regioni possono stabilire periodi di vigenza delle graduatorie, inferiori, non superiori.

Personale Arpab

L’emendamento su Arpab sarebbe privo di legittimità e di competenza del Consiglio regionale. Trattandosi di materia che attiene al legislatore nazionale e alla contrattazione integrativa di ente (sindacati-azienda).

La proroga degli interinali dunque non potrebbe conseguire a provvedimenti del Consiglio regionale.  La proroga potrebbe riguardare il 20% dei lavoratori, così come previsto dall’art. 57 del Ccnl, e il superamento di tale soglia sarebbe possibile esclusivamente con un accordo sindacale. Insomma, qualcuno fa il furbo.

Qualcosa non quadra

Nel governo di Marcello Pittella, la pratica delle proroghe, delle assunzioni “ambigue”, degli scatti di carriera facili, dei trasferimenti di personale da un ente all’altro con premi di posizione, era una prassi. Si è ritardato nell’espletamento dei concorsi per creare l’emergenza e giustificare le proroghe. Sono stati espletati alcuni concorsi poi ignorati. E alcuni finiti sotto la lente della magistratura. Esistono graduatorie che sono state utilizzate a convenienza per favorire Tizio ed escludere Caio. Ci sono concorsi da espletare a cui aspirano centinaia di ragazzi e ragazze. Insomma, sembrerebbe che il tentativo sia quello di continuare a negare la parità di accesso al lavoro nella pubblica amministrazione, di negare la pratica dei concorsi pubblici, a vantaggio di tutti coloro che hanno un protettore politico e a danno di tutti gli altri. Un affronto a chi legittimamente aspetta i concorsi. Uno schiaffo ai disoccupati, ai giovani laureati, ai vincitori di concorso. Sulla faccenda c’è per sino chi, tra i banchi del centro sinistra, ha detto che se i direttori generali sono poco sensibili o hanno difficoltà a risolvere il problema è la politica – il Consiglio regionale – che deve intervenire. Sfugge un particolare: quei direttori generali “insensibili” o “incapaci di risolvere il problema” li avete nominati voi, con le stesse modalità “forzate e di dubbia legittimità” con cui avete tentato oggi di fare approvare i vostri emendamenti. La minoranza di centro sinistra sa bene che quella proposta è illegittima e sa bene non può essere accolta dalla maggioranza di governo regionale. E allora perché proporla e insistere? Probabilmente per strumentalizzare i lavoratori precari e poter dire: “noi ci abbiamo provato”.

Certamente anche gli attuali interinali e lavoratori a tempo determinato hanno la legittima aspettativa di una stabilizzazione. Tuttavia, ciò deve avvenire nel quadro di soluzioni legislative e giuridiche che tutelino i precari nel pieno rispetto della legalità.  Cosa che chi aveva la possibilità di fare, in tempo, non ha fatto. La trappola della guerra tra poveri la conosciamo, mettere i lavoratori gli uni contro gli altri fa il gioco dei politici speculatori. E talune sigle sindacali, anziché reggere il moccolo ai politici facciano il loro dovere fino in fondo.

Com’è andata a finire la seduta del Consiglio?

Rinviata la discussione al prossimo Consiglio dell’8 ottobre, ma la maggioranza ha chiaramente respinto quegli emendamenti, ritenuti assolutamente irricevibili. Per quanto riguarda l’Arpab è atteso l’incontro della delegazione trattante che si terrà lunedì prossimo 30 settembre. Per quanto riguarda l’Arlab sembra che la situazione non sia particolarmente critica e sia superabile entro la fine dell’anno. La questione dei lavoratori delle aziende sanitarie è la più complicata da affrontare. A rischio il funzionamento di alcuni servizi sanitari. La maggioranza ha assunto l’impegno di incontrare immediatamente le parti sindacali e aziendali per verificare possibili soluzioni nel rispetto delle leggi. Tuttavia, prorogare le graduatorie o i contratti nel rispetto delle leggi vigenti sarà impossibile senza un intervento del governo nazionale. Staremo a vedere. Fatto sta che la politica ancora una volta dimostra di essere molto capace di creare problemi e incapace di risolverli senza ricorre a forzature e a pericolose scorciatoie.