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Prima i libri. Finalmente a Potenza una libreria di tutti e per tutti

Perché non aggiungere un contenitore dedicato alla storia e all’identità della Basilicata?

Alla fine l’ho fatto anch’io. Qualche giorno fa sono uscita di casa e ho donato un libro. L’ho donato a “La biblioteca di tutti e per tutti”. Proprio così si chiama. L’iniziativa di raccolta differenziata di libri è ospitata dal circolo culturale “Gocce d’autore”, nel centro storico della città.

Chiunque può passare dalla sede di Vico F.lli Marone 12, proprio vicino al palazzo del Comune di Potenza, e depositarvi un libro che ha già letto, o che forse non gli è piaciuto, o ancora che ha semplicemente voglia di donare e di condividere, per offrigli una nuova vita.

Rosso per la narrativa per bambini e ragazzi, giallo per i polizieschi, blu per la narrativa e verde per la saggistica. Come per la raccolta differenziata, ogni libro da riciclare ha il suo contenitore.

Contenitori in cui lasciare i libri 

Un colore per nuovi percorsi cognitivi. La biblioteca è un luogo ospitale per trascorrere una serata e discutere di belle storie nella fredda Potenza. Così come aveva immaginato l’avvocato in bicicletta, Luciano Petrullo, che ha lanciato l’idea. Un luogo inclusivo ed esclusivo.

Quando però sono arrivata di fronte ai locali, ho capito che avrei avuto bisogno di un altro contenitore per depositare il libro che avevo sotto braccio.

Tra le mani avevo un libro d’arte sulla Basilicata e la sua storia letteraria. “La ruota, la croce e la penna”, l’indagine sociologica e fotografica sul mondo di “Cristo si è fermato a Eboli” di Carlo Levi, in cui il fotoreporter Antonio Pagnotta è andato alla ricerca, immortalandoli, dei discendenti dei personaggi del capolavoro dello scrittore torinese. Un libro che ho curato con tanto amore.


Non trovando un contenitore adatto ho chiamato Toni De Giorgi e l’ho depositato tra le sue mani. E forse si potrebbe partire proprio da questa assenza. Perché non aggiungere un contenitore dedicato alla storia e all’identità della Basilicata?

Le recenti vicende politiche nazionali e cittadine ci hanno dimostrato che una parte dei lucani sembra aver dimenticato le risposte alle due domande fondamentali che hanno a che vedere con il concetto di identità: chi siamo? Da dove veniamo? Ma soprattutto, aggiungerei, dove stiamo andando?

Qualunque riflessione sull’identità della Basilicata e dell’intero Mezzogiorno non può evitare di imbattersi nella nostra storia comune. Culturalmente, noi Lucani e abitanti del Sud, che ne siamo coscienti o meno, siamo tutti discendenti dell’antica civiltà contadina. Coscienti o meno, appunto. Quanti di noi hanno letto in vita loro le poesie di Rocco Scotellaro, il saggio “L’orologio” di Carlo Levi? O ancora chi si è soffermato a meditare sul bianco e nero di Henri Cartier-Bresson, “l’occhio del novecento”, il fotografo  che immortalò la Basilicata del secondo dopo guerra? Non abbastanza, perché molti hanno rinnegato le proprie origini, la civiltà contadina, fino a vergognarsene.

Allora rispolveriamo le nostre librerie, cerchiamo i libri sulla Basilicata, magari ancora in cantina. Leggiamoli, doniamo loro una seconda vita. Lasciamoli fruibili a tutti e creiamo tutti insieme la più bella, ricca e condivisa raccolta di libri sulla Basilicata e della Basilicata.

Perché presto o tardi, tutti dobbiamo fare i conti con le proprie origini, nella nostra vita privata quanto in quella pubblica e politica.

Ed è meglio che siamo noi cittadini a dare l’esempio alla classe politica, dalla memoria selettiva. Lo dimostra la cronaca recente. Il sindaco Guarente, lo stesso che va in giro con il braccialetto “prima gli Italiani”, che vince le elezioni con lo slogan “prima di tutto Potenza” e una manciata di voti, che si presenta come il primo sindaco leghista di una città capoluogo del Sud, abusa del suo ruolo istituzionale per far credere al raduno di Pontida che la Basilicata sia tutta terra leghista. Ecco, viene da chiedersi se il sindaco conosca più la storia della Lega o quella della Basilicata. In ognuno dei casi, deve aver capito poco tanto dell’una quanto dell’altra. 

Invito il sindaco Guarente a uscire fuori dal palazzo, percorrere qualche metro e scoprire che nella sua città hanno avuto il coraggio di aprire “la Biblioteca di tutti e per tutti”, senza nessuna distinzione. Accoglie proprio tutti, compreso il sindaco, che potrà cogliere l’occasione per lasciare qualche libro sulla storia della Lega e chiederne in prestito altri sulla storia della Basilicata. “Prima i libri”

Graziella Salvatore