Morto di crepacuore la mattina dello sgombero. L’appello disperato della moglie Anna

"Nonostante abbia ragione vogliono buttarmi fuori da casa mia!"

Palagianello (Taranto). La mattina del 2 aprile scorso il signor Pietro Gatti 73 anni avrebbe dovuto sgomberare la sua casa. Vittima di un’esecuzione immobiliare. Si era sempre opposto a quella che riteneva un’ingiustizia.

Ci ha provato. La sua abitazione espropriata comprende una particella non colpita da pignoramento e sembrerebbe che il giudice delle esecuzioni abbia violato, a detta dell’avvocato Anna Maria Caramia, le norme che vietano le vendite a prezzo vile ed ingiusto. L’intero immobile trasferito, infatti, era stato stimato nel 2007 in 335 mila euro, ma sembra che il valore fosse più alto.

L’aggiudicazione all’asta è stata di 106 mila euro. Ci ha provato il signor Gatti. Quel bene non poteva essere trasferito dopo quattro tentativi di asta, come dispone il codice. E non poteva essere buttato fuori di casa perché una parte di quella casa non è mai stata pignorata. Nonostante tutto la Giustizia non ha avuto orecchie né occhi per lui e sua moglie. Pietro Gatti morì di crepacuore lo stesso giorno.

La vicenda non è chiusa e la via crucis continua per la moglie Anna che lancia questo disperato appello:

“Mio marito è morto la mattina dello sgombero, dopo ave ripetuto tante volte che non sarebbe uscito vivo di là.

Mi hanno tolto tutto casa, marito e soldi… tutto, anche se il diritto dà ragione a me!

Sono rimasta sola, con una figlia, due cani e due gatti… anche i maiali mi hanno tolto per pagare le spese legali illegalmente addossate a me e a mio marito nelle opposizioni (dove noi avevamo ragione)!

Mi espropriano di un bene che non è stato mai pignorato perché in parte sorge su un suolo acquistato nell’anno 2003, mentre il pignoramento è del 1996; dicono che la proprietà acquistata nell’anno 2003 non c’entra con l’espropriazione, ma poi mi tolgono anche la parte acquistata nel 2003; e a suon di perizie false e ordinanze cieche procedono senza sosta. procedono lo stesso!

Nonostante abbia ragione vogliono buttarmi fuori da casa mia! Qui la Memoria difensiva

Il 17 settembre è fissata la data dello sgombero ma io non esco da casa mia perché in quella casa c’è lo spirito di mio marito che è morto per difenderla.

Ho ragione, anche se loro non la vogliono vedere; le carte ci sono e io voglio solo ciò che è mio, mio marito non posso più averlo ma la casa ancora sì!

Vi allego l’ultima memoria per la Procura dove ci sono due procedimenti penali, sia a modello 21 che a modello 44, e vi chiedo di aiutarmi in qualsiasi modo voi possiate aiutarmi, a cominciare dal pubblicare questo mio appello!”

 

Anna Laterza