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Venosa, il sindaco replica ai sindacati: “Esistono regole a cui nessuno può sottrarsi”

Marianna Iovanni: "Le sigle sindacali sono state invitate a supportare con precisi documenti le loro gravissime dichiarazioni"

Viste le inaudite accuse mosse in particolare contro il sindaco, l’assessore al Personale ed il segretario generale, le sigle sindacali sono state invitate a supportare con precisi documenti le loro gravissime dichiarazioni, anche per non ingenerare false rappresentazioni della realtà, che potrebbero esse stesse diventare la causa vera del denunciato malessere organizzativo.

Rilevato che, ad oggi, nessuna modifica regolamentare in materia di gestione del personale è stata approvata né, tanto meno, introdotta d’imperio, atteso che i fatidici 10 minuti di flessibilità non soggetti ad autorizzazione erano già previsti nello strumento regolamentare in vigore da tempo, si evidenzia, in ogni caso, che la circolare adottata dal Segretario Generale, riguardante peraltro solo l’istituto delle ferie e resosi necessario a seguito delle criticità riscontrate nella gestione delle stesse, si pone nel pieno rispetto delle disposizioni legislative e contrattuali vigenti.

Probabilmente, nel corso degli anni, taluni responsabili apicali hanno pensato che la propria posizione professionale fosse una “indiscussa autonomia” senza limiti: spiace ribadire che non è così. Esistono regole alle quali nessuno può sottrarsi, nel privato come nel pubblico servizio. Godimento di permessi personali, concessione di festività soppresse, rinvii di ferie oltre i limiti previsti per legge, flessibilità: tutti questi imprescindibili diritti devono seguire un iter ordinato per non ostacolare il funzionamento della macchina amministrativa, vero “interruttore” dal quale parte tutta la vita della città.

E per quanto riguarda il procedimento di formazione di atti amministrativi, anche deliberativi, – materia che esula, tra l’altro, dalle competenze delle organizzazioni sindacali – si rappresenta che sono stati unicamente introdotti, nel legittimo esercizio delle proprie funzioni, strumenti che mirano a rendere più approfondita l’istruttoria propedeutica all’adozione dei medesimi atti amministrativi e la qualità degli stessi, anche a tutela della responsabilità di chi l’adotta.

Si attende quindi di acquisire le “prove” di questa millantata “dittatura” e lesa dignità dei dipendenti, anche al fine di svolgere gli opportuni approfondimenti e di valutare le azioni consequenziali, che si renderanno palesi in un incontro ad hoc. Ciò sulla base del presupposto che vi è un dovere in capo al datore di lavoro pubblico di applicare le regole anche in materia di gestione del personale, rispetto al quale non sono ammesse deroghe e disapplicazioni nemmeno sulla base di infondate pressioni da parte dei sindacati.

In ultimo, si invitano gli stessi ad evitare facili strumentalizzazioni con uscite ad effetto come quella di “stato di polizia” che per quanto considerate eufemistiche, hanno ben altri significati, ben più gravi, che non corrispondono in alcun modo alla realtà.

Marianna Iovanni, sindaco di Venosa