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Basilicata. Alta tensione nell’eolico selvaggio. Il gigante Terna S.p.a. mostra i piedi di argilla foto

Il Tar respinge, in parte, il ricorso del colosso dell’energia elettrica contro il Comune di Oppido Lucano. Impianti eolici a rischio

Le compensazioni ambientali

È accaduto che negli anni successivi le compensazioni siano state riconosciute, di natura monetaria, senza alcuna trasparenza, fuori dalla Conferenza di Servizi.

Il sindaco senatore della Lega Pasquale Pepe, avrebbe indotto i dirigenti di Terna spa, probabilmente con il beneplacito dei funzionari regionali preposti, a riconoscere circa 700mila euro ciascuno al Comune di Tolve e al Comune di Genzano di Lucania. Come ci sarebbe riuscito? Forse perché sapeva dei vizi procedurali che avrebbero potuto determinare la decadenza delle autorizzazioni regionali relative all’elettrodotto Trasversale Lucana? Un asso nella manica che gli avrebbe consentito di “pretendere” quel denaro da Terna spa. Quei vizi erano ben chiariti in un’istanza, presentata da un cittadino e protocollata l’8 giugno 2017 al Comune di Tolve, con la quale si chiedeva l’intervento, in autotutela, di decadenza delle autorizzazioni.

Eppure in una Conferenza di Servizi del 17 luglio 2012, che riguardava anche le opere di Terna spa, era stata negata al Comune di Genzano di Lucania la compensazione ambientale, mentre a metà giugno 2017 Terna S.p.A. riconosce, non solo a questi due Comuni, ma anche a tutti gli altri Comuni interessati dalle opere di rete, cospicue somme di denaro. Senza passare, per quanto ne sappiamo, da alcuna Conferenza di Servizi.

Già in un’altra occasione il sindaco senatore Pepe avrebbe accolto di buon grado una donazione liberale da parte della C&C Tolve S.r.l. e della Serra Energie S.r.l.. Trecentomila euro elargiti dalle due società.

Come mai?

Sarà che l’obiettivo di Terna S.p.A. e delle società eoliche connesse, è di evitare disturbi da parte delle amministrazioni dei territori interessati dagli impianti in corso di realizzazione? E sarà che l’obiettivo di alcune amministrazioni è di incassare denaro per il “bene della loro comunità”? Magari per realizzare strade, ristrutturare edifici pubblici, sistemare il verde? Sacrificando le procedure e la trasparenza? Sarà.

Il lato debole di Terna spa e l’asso boomerang nella manica dei Comuni

Terna spa sa che le autorizzazioni per la rete elettrica in costruzione sono di competenza esclusiva del Ministero dello Sviluppo Economico e che il fantasioso nulla osta protocollo n° 8423 del 2012 trasmesso alla Regione Basilicata per farsi autorizzare le opere in regime di deroga sarebbe nullo e perciò tutta la procedura autorizzativa risulterebbe inficiata e invalidabile. Aggiungiamo che lo spacchettamento del piano infrastrutturale mediante la micro progettualità rappresenterebbe un “trucchetto” tutto italiano e senza il quale sarebbe necessaria una procedura correlata VIA–VAS. In mancanza di tale procedura si potrebbe ipotizzare addirittura una dismissione completa delle opere realizzate.

E Terna spa ci terrebbe così tanto a tutelarsi da queste debolezze e a evitare disturbi da inserire nelle convenzioni per quelle “donazioni liberali” o compensazioni, una strana clausola che obbligava i Comuni a restituire le somme ricevute in caso di insorgenza di contestazioni o conflitti sociali. Vorrebbe dire forse che “se tu Comune beneficiario della mia benevolenza mi metti i bastoni tra le ruote devi restituirmi il denaro che ti ho dato”? Vorrebbe dire che i Comuni erano tenuti a chiudere gli occhi quando, per esempio, Terna operava impunemente sul territorio di Tolve con lo stemma del Comune di Oppido sul cartello dei lavori di cantiere? Continua alla pagina seguente