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Detenuto potentino si suicida nel carcere di Melfi. Uilpa: “E’ un bollettino di guerra”

"È evidente che il sistema carcerario italiano sta rivivendo momenti difficili"

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Nella serata del 7 ottobre, un detenuto della provincia di Potenza, di anni 41, si è suicidato all’interno della propria camera di pernottamento, nel carcere di Melfi, impiccandosi con un lenzuolo legandolo alle inferriate della finestra. Lo fa sapere la segreteria regionale della Uilpa Polizia Penitenziaria.

L’uomo è stato soccorso subito dal personale di Polizia Penitenziaria, che nell’attesa dell’arrivo dei sanitari allertati hanno tentato in ogni modo di rianimarlo, poiché lo stesso si presentava all’esame obiettivo in arresto cardiaco. Giunti sul posto il medico e l’infermiera di turno all’interno del carcere, hanno continuano con le pratiche di rianimazione fino all’arrivo del personale del 118, che alla fine ha potuto solo constatare il decesso.

Il personale di Polizia Penitenziaria- ribadisce la Uilpa- nonostante continui a lavorare sotto stress per la carenza di unità,  con turni massacranti, doppi e tripli posti di servizio da ricoprire, manifesta sempre professionalità e abnegazione al fine di assicurare la massima legalità all’ interno delle quattro mura carcerarie.

Pochi giorni fa i poliziotti penitenziari erano riusciti a salvare in extremis un detenuto colpito da infarto, ieri sera invece, nonostante si siano prodigati al massimo, non sono riusciti a salvare quest’altra vita umana. L’eneto tragico ha lasciato l’amaro in bocca dettato dal senso di sconfitta.

È un bollettino di guerra a livello nazionalecontinua il sindacato- si manifestano eventi critici di ogni genere, da gesti di autolesionismo e/o autosoppressivi ad aggressioni ai baschi azzurri per futili motivi, solo perché forse, sono le prime persone con cui hanno contatto i detenuti che sfogano la propria rabbia per le difficili condizioni di vita detentiva, anche a seguito del sovraffollamento carcerario, che è un fattore principale di negatività per raggiungere le finalità e gli obiettivi trattamentali sanciti dall’art.27 della Costituzione.

Sabato sera invece, nel carcere di Potenza, una detenuta straniera appena arrestata e tradotta in Istituto con evidenti disturbi mentali, ha aggredito il  personale femminile in un momento di crisi, mandando in ospedale tre poliziotte, a cui va la nostra vicinanza e solidarietà.

È evidente-conclude la Uilpa- che il sistema carcerario italiano sta rivivendo momenti difficili. Ad oggi, quello che preoccupa tutti, è l’assenza di coloro che hanno responsabilità gestionali a carattere nazionale.

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