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Inchiesta su tangenti e corruzione. Chi è l’avvocato Raffaele De Bonis?

È uno che ha vinto tutte o quasi le cause al Tar, tranne una: quella del figlio che difendeva il luogotenente della Guardia di Finanza D’Apolito in una vicenda di pale eoliche

Nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Potenza su “illecite collusioni in Basilicata tra pubbliche amministrazioni, professionisti e imprenditori”, la Polizia ha eseguito tre arresti. Con le accuse, a vario titolo, di corruzione, corruzione in atti giudiziari e traffico di influenze illecite, sono ai domiciliari l’ avvocato Raffaele Mario De Bonis Cristalli, un luogotenente della Guardia di Finanza, Paolo D’Apolito, e Biagio Di Lascio, componente dello staff dell’ex governatore Marcello Pittella a sua volta indagato

Ma chi è Raffaele De Bonis Cristalli? È uno che ha vinto tutte o quasi le cause al Tar, tranne una: quella del figlio che difendeva il luogotenente della Guardia di Finanza Paolo D’Apolito in una vicenda di pale eoliche. Il deus ex machina delle faccende amministrative legate alle decisioni politiche e ai percorsi burocratici nelle stanze che contano. Profondo conoscitore della macchina giudiziaria, navigatore umano per chi volesse addentrarsi nei vicoli nebbiosi del contenzioso tra politica, pubblica amministrazione e affari privati. Una specie di Enrico Cuccia del Tribunale e dei poteri potentini, l’uomo che sa come portare al sicuro il denaro all’estero.

Sempre nell’ombra ma quell’ombra è stata visibile ovunque ci fosse un groviglio da sciogliere, una causa da vincere, delle mani importanti da stringere e magari, come si presume nell’inchiesta della magistratura di questi giorni, di “contributi” da offrire al potente di turno.

È stato il “Signore” degli espropri a Potenza, quando il Comune chissà per quale ragione non riusciva mai ad eseguire una procedura regolare, pagando ogni volta risarcimenti per milioni di euro o miliardi di lire agli assistiti da De Bonis. È il caso del campo sportivo di Macchia Giocoli, costato ai potentini, sembrerebbe, 12 miliardi di vecchie lire. Quel denaro contribuì all’ammasso di debiti del Comune di Potenza.

È stato il difensore dei costruttori potentini Mancusi, al centro delle polemiche della costruzione delle cosiddette torri gemelle in via Nazario Sauro, un edificio che alcuni definirono all’epoca “scempio edilizio”. I Mancusi, legati all’ex sindaco di Potenza Vito Santarsiero, finirono in una vicenda di usura nell’ambito di un’inchiesta condotta dall’ex pm potentino Francesco Basentini, lo stesso pm che, sembrerebbe, abbia un appartamento proprio in quel palazzo. Nulla di illegale per carità, pure coincidenze.

Lo studio di De Bonis è stato anche consulente per gli aspetti civilistici dell’impresa esecutrice del nodo complesso del Gallitello. Insomma, a quanto pare, in presenza di grossi affari, l’ombra di De Bonis è sempre sul selciato.

Non c’è dubbio che Raffaele De Bonis, 85 anni, sia uno dei migliori avvocati sulla piazza ed è grazie alla sua competenza e alla lunga esperienza acquisita che può vantare una posizione centrale e di prestigio negli ambienti che contano. Tuttavia, l’avvocato, alla luce dell’inchiesta che lo riguarda, è probabilmente uno dei personaggi al centro delle nebbie potentine e lucane. Su di lui molte voci. Molti quelli che “si sapeva”, quelli che “De Bonis è un santo a cui rivolgersi”. Questa città è piena di “ragni” che fino ad oggi hanno vissuto e sono cresciuti negli occhi di chi non vuol vedere e nelle orecchie di chi non vuol sentire. Tuttavia, la speranza regge.