Lotta al caporalato in agricoltura: centralità della questione trasporti

Le misure previste nel Piano Nazionale e gli interventi nelle regioni del Sud e in Basilicata

Circa quattrocentomila lavoratori del settore agricolo, 60% migranti, sono ogni anno oggetto di sfruttamento lavorativo e di caporalato nel nostro Paese. Il Piano nazionale anticaporalato in fase di approvazione ha registrato le aree ed i flussi interessati ad interventi urgenti e di medio periodo per svuotare ed eliminare il controllo del trasporto in mano a caporali, cooperative fantasma e gestori illegali della intermediazione.

Gli interventi previsti sono la rimodulazione del servizi pubblici, specialmente quelli su gomma, del tutto scollegati dai cicli e orari di produzione, la programmazione delle tratte che riguardano la mobilita tra più regioni, come nel caso di Puglia, Basilicata e Calabria che interessano circa centomila lavoratori, il passaggio dalla sperimentazione al regime del sistema di trasporto a chiamata con navette nelle aree individuate con la partecipazione anche degli Enti Bilaterali delle parti sociali.

La definizione dei Piani Regionali, a partire da quello su gomma, con il coordinamento del Ministero dei Trasporti, rappresenta la fase decisiva per dotare i lavoratori e le imprese di servizi adeguati superando le esperienze delle corse rurali molte volte fantasma. In questo contesto abbiamo trasmesso alla Terza ella Seconda Commissione Consiliare della Regione Basilicata e al Dipartimento Trasporti e Infrastrutture i contenuti del Piano a partire dai trasporti in vista della definizione delle misure di competenza ed anche di coordinamento con le vicine regioni in vista delle gare e della individuazione dei bacini. I lavoratori interessati in Basilicata, compresi quelli in mobilità e stagionali, sono oltre venticinquemila, quelli della area ionica oltre cinquantamila.

La lotta contro lo sfruttamento lavorativo, il caporalato ed il lavoro nero si fonda su interventi integrati: accoglienza, servizi sanitari, trasporto, formazione, controllo del mercato del lavoro e applicazione dei contratti. Tutto questo riguarda sia i lavoratori italiani che i migranti che, come si evince dagli ultimi dati, rappresentano una delle componenti del lavoro in agricoltura e nei servizi e per il sostegno al sistema scolastico.

Con l’approvazione, per la prima volta in Italia di un Piano nazionale, l’unico nella UE, non ci sono piu’alibi per l’attuazione degli Interventi concreti previsti nel documento e sostenuto da circa 80 milioni,(oltre 16 in Basilicata) che l’Europa ha erogato che si aggiungono a quelli statali.

Pietro Simonetti, Tavolo Anticaporalato Ministero Lavoro