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Si lavano le mani col petrolio. La Regione molla la trattativa con Eni e passa la palla a Roma

Ponzio Pilato Bardi, i segreti di pulcinella e la Basilicata senza speranza

Almeno adesso che l’Eni ha vinto il primo – e anche ultimo? – “braccio di ferro” con i nostri eroi negoziatori, qualcuno ci dica qual era e qual è la posizione della Regione, quali proposte ha messo sul tavolo la Giunta e quali le contro proposte dei petrolieri. È assurdo che dopo tanta riservatezza trasformata in buio pesto, dopo tanta suspense sui contenuti degli incontri in vista della scadenza della concessione “Val d’Agri” – il prossimo 26 ottobre – Bardi e i suoi abbiano interrotto all’improvviso ogni consultazione al tavolo della trattativa.

Che l’Eni potesse continuare ad estrarre anche dopo la scadenza della concessione, lo sanno anche i bambini. A quanto sembra, però, gli unici a non saperlo sono i nostri eroi negoziatori i quali scrivono, senza farci capire molto, in un comunicato stampa che: “Secondo l’interpretazione della compagnia petrolifera, infatti, non ci sarebbe la possibilità di firmare gli accordi in assenza di rinnovo formale della concessione da parte del Ministero” Evidente. Qualcuno per caso immaginava che i vecchi volponi del petrolio concedessero qualcosa senza avere la certezza del rinnovo? Dilettanti.

A proposito di quali accordi si tratta? I nostri eroi, sempre nel comunicato stampa aggiungono: “Ci rifiutiamo di credere che le motivazioni rilasciate dalla compagnia petrolifera siano uno strumento per fare melina ed agire in danno dei lucani”. Dovete crederci, è proprio così. Fanno melina e ci guadagnano. Dilettanti e ingenui. In piena corsa, con l’affanno di chi sta guardando gli altri arrivare al traguardo, i nostri eroi mollano la sfida e passano la palla al Governo. Ecco il risultato: un’ammissione di debolezza che danneggerà la Basilicata. Debolezza voluta da una Giunta che ha preferito tenere fuori dalla partita il Consiglio Regionale, le associazioni, l’opinione pubblica e i rappresentanti lucani in Parlamento. Condivisione, di strategie e proposte, che avrebbe dato forza alla delegazione della Giunta – strategia e proposte ignote – e magari avrebbe evitato la pilatesca figuraccia per l’esito delle trattative.

Eni continuerà a estrarre – e a fare tutte le porcherie che sappiamo – in attesa che il Governo, chissà quando, assumerà qualche decisione: per i petrolieri sarebbe meglio il più tardi possibile. Bardi, infatti, ha chiesto un incontro al Mise, “per aprire un immediato tavolo di confronto sulla vicenda”. Nel frattempo la Basilicata perde e soccombe. Applausi.