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Giornalisti e liti temerarie: “I potenti che ne abusano pagheranno” foto

Nella sede della Federazione Nazionale della Stampa Italiana il senatore Lomuti (M5S) ha illustrato la proposta di legge di cui è relatore

A Roma nella sede della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, nel corso di una conferenza contro il bavaglio delle querele temerarie promossa dal Presidente della FNSI Giuseppe Giulietti e da Articolo 21, è stata illustrata la proposta di legge sulle liti temerarie intentate contro i giornalisti firmata da Primo De Nicola (M5S) di cui è relatore il senatore Arnaldo Lomuti (M5S) che è intervenuto alla conferenza stampa per illustrare la proposta di legge.

L’abuso delle liti temerarie –ha spiegato Lomuti-e delle richieste eccessive, è uno dei fenomeni che più toccano la libertà di stampa, la qualità dell’informazione e della democrazia colpendo la parte più vitale del giornalismo, quella che scava e raccoglie notizie che non sono contenute in atti giudiziari con sentenze.

Le liti temerarie sono dirompenti ed hanno un grande effetto ancor di più sulle “piccole” testate e sui giornali online, per i quali anche una richiesta di 5mila euro potrebbe determinarne la chiusura.

La malafede di queste cause, intentate a costo zero ma dall’effetto potenzialmente micidiale, si riscontra nel loro esito: finiscono quasi sempre con il proscioglimento del giornalista e nella maggior parte dei casi, senza neppure andare a processo”.

La proposta di legge per introdurre nell’ordinamento italiano l’istituto della “querela temeraria”, ha il fine di “proteggere” i giornalisti e tutelare il diritto dei cittadini ad essere liberamente informati. In caso di temerarietà della lite riconosciuta dal giudice, questi potrà condannare ad una cifra pari ad almeno il 25% della pretesa dell’attore. Così chi avanzerà una causa con scopo intimidatorio, dovrà innanzitutto avere validi motivi affinché il giudice non dichiari che quella lite sia temeraria perché infondata e sarà anche molto attento all’importo da chiedere come risarcimento.

Sono intervenuti alla conferenza stampa: Giuseppe Giulietti (presidente della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Federazione Nazionale Stampa Italiana), Elisa Marincola (portavoce di Articolo 21), Raffaele Lorusso (segretario generale della Federazione Nazionale Stampa Italiana), Federica Angeli (scrittrice, giornalista di “Repubblica”), Sandro Ruotolo (giornalista di Fanpage.it), Marilena Natale (giornalista), Donato Ungaro (giornalista), Primo Di Nicola (senatore, vicepresidente della Commissione di Vigilanza dei Servizi RadioTelevisi – M5S), Arnaldo Lomuti (senatore, M5S), Walter Verini (deputato Partito Democratico), Eustachio Sisto (avvocato), Mattia Crucioli (senatore M5S), Paolo Borrometi (giornalista e presidente di Articolo 21), Sigfrido Ranucci (giornalista, conduttore televisivo di “Report”), Mario De Michele (giornalista), Nicola Morra (senatore M5S, Presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere), Matteo Mauri (viceministro degli Interni, Partito Democratico).