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Ictus, all’ospedale di Potenza screening gratuiti

Mercoledì 20 novembre nel reparto di Neurologia

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Mercoledì 20 novembre, dalle 8.30 alle 14, nell’Ambulatorio per le malattie cerebrovascolari ubicato presso l’U.O.C. di Neurologia (Padiglione E, 4°piano) dell’Azienda Ospedaliera Regionale “San Carlo” i cittadini potranno usufruire gratuitamente di uno screening gratuito qualificato con misurazione dei valori di pressione arteriosa, glicemia, frequenza cardiaca ed ecocolordoppler dei tronchi sovraaortici, realizzato con il prezioso supporto di Neurologi e del personale infermieristico locale, oltre che dei volontari di A.L.I.Ce. Basilicata Onlus.

L’ictus cerebrale è una patologia grave e disabilitante che, nel nostro Paese, rappresenta la terza causa di morte, dopo le malattie cardiovascolari e le neoplasie. Quasi 150.000 italiani ne vengono colpiti ogni anno e la metà dei superstiti rimane con problemi di disabilità anche grave. In Italia, le persone che hanno avuto un ictus e sono sopravvissute, con esiti più o meno invalidanti, sono oggi circa 1 milione, ma il fenomeno è in crescita sia perché si registra un invecchiamento progressivo della popolazione, sia perché tra i giovani è in aumento l’abuso di alcool e droghe.

Ogni anno, in Basilicata, si verificano circa 1.400 nuovi casi di ictus. La mortalità è in misura del 14% circa mentre la disabilità grave rappresenta il 35% circa. Nel potentino, in particolare, la mortalità è in misura del 6% circa mentre la disabilità grave rappresenta il 23% circa. 

L’Ospedale San Carlo, grazie alla sua Stroke Unit specializzata nella diagnosi, valutazione e trattamento dei casi di Ictus in arrivo presso il Pronto Soccorso, viene riconosciuto come uno dei migliori per il trattamento di questa patologia – dichiara il Dottor Luca Onofrio Scappatura, Dirigente Medico della S.S.D. Stroke Unit A.O.R. San Carlo di Potenza e Presidente di A.L.I.Ce. Basilicata Onlus. Iniziative di questo tipo sono fondamentali perché la popolazione deve essere maggiormente consapevole che i fattori di rischio da soli e, ancora di più in combinazione tra loro, aumentano notevolmente il rischio di essere colpiti da ictus. 8 ictus su 10 possono essere evitati seguendo stili di vita adeguati, attraverso un’attività fisica moderata ed una sana alimentazione. Non va dimenticato, inoltre – continua il Dottor Scappatura- che l’ictus è, come tutte le malattie cardiovascolari e i tumori, una malattia multifattoriale, cioè dovuta alla concomitante azione di più fattori: ipertensione arteriosa, obesità, diabete, fumo, sedentarietà ed alcune anomalie vascolari e cardiache, come la fibrillazione atriale”.

Le nuove terapie della fase acuta (trombolisi e trombectomia meccanica) possono evitare del tutto o migliorare spesso in modo sorprendente gli esiti, ma la loro applicazione rimane a tutt’oggi molto limitata per una serie di motivi. I principali sono rappresentati dalla scarsa consapevolezza dei sintomi da parte della popolazione, dal conseguente ritardo con cui chiama il 118 e quindi arriva negli ospedali idonei, dalla perdita di tempo intra-ospedaliera e, infine, dalla mancanza di reti ospedaliere appropriatamente organizzate.

A.L.I.Ce. Basilicata Onlus è una Associazione di volontariato, impegnata da circa 8 anni nella lotta all’ictus attraverso campagne di informazione e formazione rivolte alla popolazione generale, ai pazienti e ai loro parenti, ed anche al personale che è vicino alle persone colpite da ictus.  La conoscenza di questa malattia è la prima tappa per prevenirla e per intervenire precocemente ed efficacemente nella sua cura.

A.L.I.Ce. Italia ODV è una Federazione di associazioni di volontariato diffuse su tutto il territorio nazionale, oltre 80 tra sedi e sezioni regionali e locali, le quali, pur autonome e indipendenti nelle proprie attività, collaborano al raggiungimento di comuni obiettivi statutari a livello nazionale, tra cui: diffondere l’informazione sulla curabilità della malattia, sul tempestivo riconoscimento dei primi sintomi e sulle condizioni che ne favoriscono l’insorgenza anche attraverso i media; sollecitare gli addetti alla programmazione sanitaria affinché provvedano ad istituire centri specializzati per la prevenzione, la diagnosi, la cura e la riabilitazione delle persone colpite da ictus e ad attuare progetti concreti di screening; tutelare il diritto dei pazienti ad avere su tutto il territorio nazionale livelli di assistenza, uniformi ed omogenei. Loro peculiarità è quella di essere le uniche ad essere formate da persone colpite da ictus, dai loro familiari e caregiver, da neurologi e medici esperti nella diagnosi e trattamento dell’ictus, medici di famiglia, fisiatri, infermieri, terapisti della riabilitazione, personale socio-sanitario e volontari. Sono associazioni senza scopo di lucro, democratiche, apolitiche, con personalità giuridica e non, iscritte nei registri regionali delle associazioni di volontariato.

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