Basilicata24 - Il quotidiano online di inchieste, approfondimenti e notizie di politica, cronaca, economia, cultura, ambiente, sport - Il quotidiano online della Basilicata dedicato a notizie di politica, cronaca, economia, cultura, sport

Il soldato Pasquale Pietragalla dopo 74 anni torna nella sua Forenza foto

Venne catturato dai tedeschi l’8 settembre 1943, prigioniero di guerra fu internato in Germania dove morì il 22 marzo 1945

Nei giorni scorsi a Forenza (Potenza) si è svolta una toccante cerimonia nel corso della quale, le spoglie mortali del soldato Pasquale Pietragalla, sono rientrate nel suo paese nativo dopo 74 anni.

Impiegato in zona dichiarata in stato di guerra, come riporta il suo foglio matricolare, Pietragalla venne catturato dai tedeschi l’8 settembre 1943, e successivamente quale prigioniero di guerra fu internato in Germania dove morì il 22 marzo 1945.

La famiglia d’origine del soldato Pietragalla, grazie all’interessamento del Ministero della Difesa, Commissariato Generale per le Onoranze ai Caduti, ha potuto riabbracciare idealmente il proprio congiunto, a distanza di tanti anni. Le spoglie mortali, provenienti dal Cimitero Italiano d’Onore di Francoforte sono giunte a Forenza in una piccola urna avvolta dal Tricolore, per essere custodite per sempre nel cimitero cittadino.

Ad accoglierle, quasi a voler festeggiare un così atteso ritorno, oltre all’intera cittadinanza, numerose scolaresche, autorità civili e militari, associazioni combattentistiche e d’arma.

Il Colonnello Lucio Di Biasio, Comandante Militare Esercito “Basilicata”, intervenuto unitamente ad una rappresentanza del medesimo Comando, si è rivolto soprattutto alle numerose scolaresche presenti, cui ha rivolto il suo pensiero: ”Voglio sottolineare l’importanza del significato di “Patria”- ha affermato- e di tutti quei valori legati al giuramento di fedeltà alla Repubblica Italiana che accomunano i soldati di ieri e di oggi e che portano, se necessario, a sacrificare la propria vita per il bene comune, in difesa della libertà e della democrazia”.