Banca popolare di Bari: “Vengano mantenuti livelli occupazionali al Sud e in Basilicata”

E' quanto chiedono i segretari di Cgil e Fisac

Il commissariamento della Banca Popolare di Bari disposto, seppur con colpevole ritardo, dalla Banca d’Italia ed il Decreto Legge varato dal Consiglio dei Ministri hanno contribuiranno a tranquillizzare la clientela, a mettere in sicurezza il risparmio ed a fornire una seria prospettiva di ristoro ai circa 70.000 azionisti dell’Istituto Barese.

Tuttavia rimangono immutate se non acuite le preoccupazioni sulla sorte degli oltre 3.000 (di cui circa 300) dipendenti che rischiano di pagare il prezzo della disastrosa gestione della banca.

La Fisac e la Cgil di Basilicata chiedono che il piano industriale che verrà varato dai commissari nei prossimi mesi tenga conto dell’impegno e delle professionalità del personale garantendo i livelli occupazionali al Sud ed in particolare nella nostra regione già pesantemente interessata dai piani di esodo posti in essere nel periodo 2012-2017.

Auspichiamo che la nascente “banca di investimento”, affidata nelle mani di manager di comprovata capacità gestionale, possa essere di reale sostegno all’economia del Mezzogiorno e di fattivo supporto al tessuto impreditoriale lucano.

Angelo Summa Segretario generale Cgil Basilicata 

Vincenzo Atella  Segretario generale Fisac Cgil Basilicata