Brexit. C’è nebbia sulla manica: il continente è isolato dall’Inghilterra

L’Europa si potrà salvare solo se ci diciamo, e diciamo in Europa, la verità su cosa è, e cosa non è, accettabile

“C’è nebbia sulla manica: il continente è isolato dall’Inghilterra”, con questo titolo del Times, prima della ultima guerra mondiale, l’Inghilterra diventò l’ultimo baluardo contro i nazisti in Europa. Si dice che la storia si presenti sempre uguale a se stessa ma spesso irriconoscibile.

Tutti gli europeisti avevano coltivato l’illusione di una resipiscenza degli inglesi rispetto al referendum del 2016, illusione esaltata dagli opinionisti più illustri, ma così non è stato. Ad ogni difficoltà inglese il refrain era: avete visto cosa significa ad uscire dall’Europa? Vedete come gli inglesi siano pentiti? Come se l’Europa fosse una prigione da cui non si può fuggire.

Ma man mano che il dibattito proseguiva e divenivano chiari gli interessi in campo, e le sponde commerciali offerte oltre Atlantico, i sentimenti contrari ad una Europa sempre più germanizzata sono esplosi in Inghilterra. Se dobbiamo raccontarci la verità questa è la lettura del plebiscito a favore di BoJo. La sterlina vola, mentre con una strana inversione della Storia la sinistra, inglese e no, si deprime schiacciata come è nell’essere sempre più realista del re tedesco.

D’altro canto la funzione della Gran Bretagna nell’Unione Europea era preziosa, perché difendendo i principi della democrazia anglosassone difendeva, oltre che se stessa, anche gli altri paesi europei balbettanti di fronte alla Germania.

E la sua assenza si è vista ed è pesata proprio nell’area Euro, a cui l’Inghilterra non ha inteso partecipare.

Con l’Inghilterra nell’area Euro sarebbe stato possibile il Fiscal Compact? Sarebbero state possibili le vessazioni alla Grecia? Sarebbe stato possibile trattato dopo trattato, minaccia dopo minaccia, MES dopo MES arrivare alla attuale situazione?

Chi mi segue sa che da sempre sono preoccupato per la germanizzazione dell’Europa e dall’Euro utilizzato come se l’economia avesse preso il posto delle panzer division, e ancora più sono preoccupato da una Europa senza la Gran Bretagna e di conseguenza di una Europa dove a contrastare lo strapotere tedesco c’è una Francia che pare non rendersi conto, nei suoi vertici, di essere sempre più Repubblica di Vichy.

Vicende come quella greca pesano sulla coscienza di tutti i governi d’Europa e la Storia darà a loro la responsabilità di avere ucciso il sogno europeo.

L’Europa si potrà salvare solo se ci diciamo, e diciamo in Europa, la verità su cosa è, e cosa non è, accettabile.

Non è accettabile, ad esempio, il meccanismo di voto per la nomina del direttore generale del MES. Per essere nominati occorre la maggioranza dell’80% delle quote. Solo la Germania e la Francia hanno più del 20% di quote e di fatto assumono un diritto di veto sui candidati, ma la Francia ha solo il 20,2%. Questo significa che con il perdurare degli attuali trend di divergenza economica tra Francia e Germania al prossimo ricalcolo delle quote, proporzionali al PIL, questo diritto rimarrà solo in capo alla Germania. Così non può andare avanti!

Questo è solo un esempio ma in ogni trattato c’è qualcosa di simile, un piccolo o grande cedimento.

Vogliamo regalare il Paese a Meloni e Salvini? Continuiamo a suonare la grancassa agli interessi tedeschi e così andrà a finire.

Essere europeisti non significa, né può significare, la subordinazione degli interessi nazionali a quelli della Germania e finché non si riconosce che la Germania è il problema dell’Europa, e non Salvini, continueremo per la strada che porta alla dissoluzione europea.

Qualcuno questo lo chiama sovranismo? Non siate ridicoli! Finché esistono i confini nazionali esiste la difesa degli interessi di chi abita all’interno di questi confini e in Europa non c’è un governo unico ma un insieme di stanze dove si firmano trattati tra stati, come il MES, e in queste stanze occorre smettere di obbedire.

Qualcuno storce il naso di fronte alle scelte dell’America, Trump, e dell’Inghilterra, BoJo ma si dimentica che la storia e la qualità dei popoli sono di gran lunga più prevalenti dei loro rappresentanti pro tempore.

C’è nebbia sulla manica e l’Inghilterra e l’America, che nello scorso secolo hanno difeso la libertà in Europa, ci appaiono sempre più tristemente lontane.